Verso l’Eu-Africa Summit di Abidjan. La rivista Nigrizia pubblica un dossier speciale

Quattordici chilometri. È questa la distanza che separa l’Africa dall’Europa, tra Spagna e Marocco. Praticamente nulla. Eppure nel corso dei secoli la distanza sociale, politica ed economica tra i due continenti ha subìto continue variazioni e ancora oggi la situazione appare contraddittoria e in evoluzione. Perché se da un lato stiamo assistendo – come sottolineano sia Carlos Lopes sia Stefano Manservisi nelle pagine seguenti – a un ritorno deciso dell’Unione europea sulla scena africana dopo anni di indifferenza, dall’altro crescono sentimenti di reciproca insofferenza, tanto in Europa quanto in Africa. Continua a leggere

“In God’s country”. La fede dell’Africa in mostra a Milano

“Chiunque abbia trascorso un certo periodo nel continente africano o l’abbia semplicemente visitato con uno sguardo attento e capace di meraviglia, è stato senz’altro colpito da come il senso del sacro, del mistero e del divino sia ben vivo e presente in tutte le culture e strati sociali”.

Il missionario Claudio Zuccala, superiore della comunità di Treviglio (Be) dei Padri Bianchi, spiega così l’origine della mostra fotografica “In God’s Country” realizzata da “Africa” la rivista della congregazione.

La mostra sarà inaugurata sabato 11 novembre, alle 18, allo Spazio Farini presso la Fabbrica del Vapore dove resterà esposta fino al 19 novembre. 

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Minerali da conflitto:
ecco le 5 “r” per cambiare
i nostri stili di vita

In questi anni Africaeuropa ha seguito da vicino e con costanza il percorso verso l’adozione di una normativa europea per l’importazione di minerali provenienti da zone di conflitto.

Ma per certi aspetti il nuovo regolamento europeo (la cui entrata in vigore è prevista nel 2021!) sembra già superato. Continua a leggere

La diaspora togolese dal Papa per richiamare l’attenzione sulla situazione in Togo

Domenica 29 ottobre 2017 la Diaspora Togolese d’Italia sarà presente in Piazza San Pietro a Roma all’Angelus per attirare l’attenzione del Santo Padre e dei media internazionali sulla tragica condizione del loro paese.

Ad annunciarlo in un comunicato sono i rappresentanti della diaspora togolese in Italia a cui Africaeuropa ha deciso di dare spazio nella speranza di attirare l’attenzione internazionale su questa crisi dimenticata.    Continua a leggere

In Tunisia “le tombe della dignità” per ricordare
i morti del Mediterraneo

foto @MicheleLuppi

Sette tombe di vetro galleggiano nel mare di Tunisia, sull’altra sponda del Mediterraneo. L’artista Sadika Keskes le ha chiamate “Tombeaux de la Dignité” (tombe della dignità), un segno visibile tra le onde del Mare Nostrum “per ricordare tutte quelle persone che nel Mediterraneo hanno perso la vita e rimarranno per sempre senza nome, senza ricordo. Uomini, donne e, purtroppo, anche bambini”.
Per questo tra le tombe blu ne spicca una più piccola di vetro bianco a ricordare tutti i bambini che sono morti nel tentativo di raggiungere l’altra sponda del mare.

Secondo le statistiche dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati dall’inizio del 2017 si contano già 2.681 migranti morti o dispersi nel Mediterraneo. Erano 5.096 nel 2016, 3.771 l’anno precedente.

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Ambaradan: on-line il corto sul Nero Nazi presentato a Venezia

La prima volta che Amin Nour mi ha parlato del progetto di un cortometraggio su un “Nero Nazi” (come lo definisce lui) eravamo a Verona in un albergo. Era la prima volta che ci incontravamo, ma ricordo il suo entusiasmo nel voler raccontare la storia di questo giovane ragazzo della periferia romana che si ritrova, come molti altri suoi coetanei, a vivere sospeso (o, forse, sarebbe meglio dire intrappolato) in un contesto sociale di estremismi crescenti, stretto tra il suo sentirsi italiano e una società pronta a gettagli in faccia, ad ogni possibile occasione, il suo essere diverso. Tanto da diventare lui stesso razzista. Continua a leggere

Ue: aiuti allo sviluppo utilizzati per costruire “muri”. Le accuse di Global Health Advocates

In occasione della riunione dei ministri europei dello sviluppo in Estonia l’11 settembre, un nuovo rapporto della ONG Global Health Advocates dimostra come l’attuale strumentalizzazione degli aiuti allo sviluppo dell’Unione Europea per arrestare i flussi migratori rappresenti una strategia destinata a fallire.

“Gli aiuti allo sviluppo hanno l’obiettivo di finanziare programmi a lungo termine per sradicare la povertà,  in linea con le priorità di sviluppo dei paesi partner. Tuttavia – scrivono in un comunicato i promotori del rapporto -, il Fondo Finduciario d’Emergenza dell’UE per l’Africa, uno strumento piuttosto recente lanciato in modo affrettato dall’Unione Europea con un budget di quasi 3 miliardi di Euro in aiuti allo sviluppo, fa esattamente il contrario: privilegia soluzioni rapide a problematiche nazionali europee, senza un reale coinvolgimento dei governi locali e della società civile in Africa”.

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Mediterraneo: crollano gli arrivi in Italia. Ma in Europa
si può davvero esultare?

A member of Libya’s coastguard points during a patrol east of Tripoli, Libya May 28, 2015. REUTERS/Ismail Zitouny

Non c’è che dire, i dati parlano chiaro: la strategia messa in atto dal governo italiano, con il sostegno dell’Unione europea, e portata avanti con determinazione dal ministro degli interni Marco Minniti sta dando i frutti desiderati: nel mese di agosto il numero di migranti soccorsi in mare e portati sulle coste italiane, per entrare poi nel sistema di accoglienza, è drasticamente diminuito.

Secondo i dati diffusi dal Ministero dell’interno le persone sbarcate dal 15 al 24 agosto sono state 511 a fronte delle 3850 dello stesso periodo del 2016. Continua a leggere

Se Tallinn non chiama Addis. Quel filo interrotto tra
i leader dei due continenti

“Due continenti, un solo futuro”. E’ questa la scritta, o forse potrei dire il motto, che campeggia sotto la testata di questo blog fin dalla sua nascita, ormai tre anni fa.

Non è retorica, ma la convinzione – concreta – che la storia e il destino di Africa ed Europa siano intrinsecamente legati. Basta scorrere gli articoli pubblicati in questi anni (assolutamente non esaustivi della complessità di questa relazione) per rendersi conto di quanto sia vero. Continua a leggere

Dopo Francia e Germania, l’Italia pensa ad inviare truppe nel Sahel. Opportunità e criticità di una missione

“Il Ministero della Difesa smentisce le notizie relative all’invio di militari italiani in Niger. Si sottolinea che non vi è nessuna ipotesi operativa al riguardo. La simulazione e pianificazione di tali azioni rientra nella normale attività addestrativa degli Stati Maggiori e riguarda le principali aree di crisi”.

Con questa nota il Ministero della Difesa italiano ha smentito, nei giorni scorsi, le notizie diffuse dal quotidiano La Repubblica circa la messa a punto dell’Operazione militare italiana “Deserto Rosso” tesa a contrastare i flussi di immigrati illegali che dal Niger raggiungono la Libia. Continua a leggere