Lettera aperta a Matteo Salvini e a quanti continuano a volerli “aiutare a casa loro”

Matteo_Salvini_1Gentile onorevole Matteo Salvini,

le scrivo dopo averla sentita ripetere per l’ennesima volta, parlando di questi migratorie, l’ ormai consueta espressione “aiutiamoli a casa loro”. (Qui uno dei suoi ultimi interventi sul tema).

Non voglio fare polemica, non servirebbe a nessuno, ma vorrei condividere con un rappresentante italiano al Parlamento europeo alcune riflessioni sul momento che stiamo vivendo, consapevole di come il partito di cui è segretario, la Lega Nord, faccia parte di un’alleanza europea di partiti che mira a rendere le politiche europee in materia di immigrazione e di asilo ancora più rigide.

È innegabile che vi sia stato, negli ultimi mesi, un aumento degli ingressi in Europa; non solo via mare. E non è difficile prevedere che il flusso aumenterà nelle prossime settimane. Questo indipendentemente dal prosieguo dell’Operazione Mare Nostrum (su cui è legittimo discutere) o dalla presenza o meno del “reato di immigrazione clandestina”.

Allo stesso modo non possiamo negare le difficoltà che molte comunità in Italia si stanno trovando ad affrontare, anche a causa di una mancanza di progettualità emersa in questi anni e dell’incapacità di dare una risposta realmente europea alla questione migratoria.

struzzoPer troppo tempo a Roma, come a Bruxelles, si è preferito mettere la testa sotto la sabbia sperando che prima o poi il “problema” se ne andasse, neanche fosse un’influenza stagionale.

Ma considerato come molti dei migranti in arrivo in questi giorni provengono dalla Siria in guerra, mi viene da chiederle: cosa significa “aiutare a casa loro” una persona che una casa non l’ha più perché distrutta da una bomba?

Certo solo un illuso potrebbe pensare che la fine della guerra in Siria possa essere decisa a Bruxelles o a Berlino, ma cosa è stato fatto a livello europeo per cercare una via d’uscita credibile da questa tragedia? Per aiutare i profughi nei Paesi di primo arrivo e per garantire una presa in carico condivisa con i partner internazionali?

Tra chi fugge ci sono commercianti e artigiani, non diversi da quelli che la Lega Nord difende nel nord Italia. Chiedono solo di lavorare e di crescere i propri figli, nel loro Paese, in pace. Ma non possono.

E le stesse domande potrebbero essere fatte sostituendo alla parola “siriani” quella di “eritrei”, “somali”, “afghani”.

fonte Frontex

fonte Frontex

Lei potrà obiettare che non tutti i migranti che arrivano in Italia o in Europa lo fanno per scappare alle guerre. Sono d’accordo, tra i migranti ci sono anche uomini e donne che sono semplicemente – anche se di semplice non c’è proprio nulla – alla ricerca di un futuro migliore. Potrebbe anche avere ragione nel chiedere una maggior regolamentazione, ma cosa ha fatto il suo partito in questi cinque anni a Strasburgo, per “aiutarli a casa loro”?

Secondo stime delle Nazioni Unite ogni anno 50 miliardi di dollari lasciano l’Africa attraverso flussi finanziari illeciti, grazie alla complicità di politici locali, multinazionali (anche europee) e finanziarie internazionali. Molte di queste hanno sede nel cuore dell’Europa, Svizzera e Lussemburgo. Fanno parte di quel sistema finanziario che, lei stesso, ha più volte condannato.

Come il suo partito intende agire in sede europea perché questo scempio finisca?

MDG : Uranium mining and Areva in NigerLo sa che Areva, compagnia di stato francese, sta negoziando da mesi un nuovo accordo con il governo del Niger per lo sfruttamento delle miniere d’Uranio e che la stessa Areva paga al governo del Niger solo il 5% del valore dell’Uranio prodotto, senza alcuna tassa per i beni in uscita e nessuna tassa in entrata per i macchinari utilizzati?

Con il risultato di mantenere bassi i prezzi dell’elettricità per il contribuente francese e di togliere ossigeno alle casse di uno dei Paesi più poveri del mondo. Cosa direbbe se un’impresa del Niger facesse lo stesso in Italia?

E cosa direbbe ad un giovane del Niger deciso a godere di quell’elettricità a basso costo, prodotta con il “suo” uranio?

E lo stesso ragionamento potrebbe essere ripetuto per decine e decine di altre imprese europee che operano in Africa, continente che – dopo la Russia – è il principale fornitore di petrolio dell’Europa.

Cosa vuol dire “aiutiamoli a casa loro”?

L’Africa per bocca dei suoi leader chiede collaborazione economica non sfruttamento, complementarietà non sudditanza, promozione delle proprie potenzialità non imposizione di modelli esterni. Solo così le persone potranno scegliere di non partire.

Una partita di cui potrebbe avvantaggiarsi anche l’ artigiano brianzolo che potrebbe arredare le case di Lagos o Accra e, magari, assumere qualche dipendente in più.

E, allora, non sarà più tanto importante se la casa è “loro” o “nostra”, li avremo aiutati entrambi!

Michele Luppi

7 pensieri su “Lettera aperta a Matteo Salvini e a quanti continuano a volerli “aiutare a casa loro”

  1. Osvaldo Monti

    Caro cattocomunista, buonista e cuore d’oro posso farle qualche domanda: il prossimo milione di clandestini (purtroppo questo è il loro nome, poiché in qualunque nazione chi entra senza documenti è clandestino) dove verranno messi? Siamo così tanto ricchi da dare a ciascuno 35 euro più capi di vestiario, sigarette, scheda telefonica, ed il necessario per l’igiene? Sa caro Cuore d’oro che ci sono migliaia di ns. pensionati che cercano frutta e verdura nei cassonetti dei mercati generali a Lei questo non dice niente. Provi a fare la somma in un mese quanto intascano i clandestini e veda gli stipendi dei ns. connazionali (quelli che hanno ancora un posto di lavoro)? Poi caro sig. buonista sa che in Siria qualche Cristiano e stato anche crocifisso. Mi spiega poi perché nessun stato ricco mussulmano non ospita i loro correligionari (forse non ha capito o non ha letto la Fallaci è perché devono invaderci, non è difficile leggere qualche Sura del Corano ce ne sono anche in Italiano) . Siamo l’unica nazione del mondo che usa l’esercito e la marina per farci invadere, e caro sig.cattocomunista sa che costano oltre l0 milioni di euro al mese. Senza poi andare a vedere se questa è tutta sana, però guai a controllare altrimenti vi scatenate con la solita sceneggiata dei razzisti,tanto per non farci mancare niente adesso è arrivata anche la poliomelite. Adesso mi sono stufato di scrivere perché voi siete più sordi di chi non vuol sentire, caro Sig.Cuor d’oro mi dia pure del razzista sporco e ignorante razzista, ma il razzista è Lei contro il suo Popolo. E adesso farò lo sporco Leghista è Le dirò che è troppo bello fare il Gay con il culo degli altri. Caro Sig.Buonista e Cuord’oro le porgo distinti saluti a Lei e alla sua famiglia.

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    1. Michele LuppiMichele Luppi Autore articolo

      Gentile Sig. Monti,
      Premetto che il tono che traspare in alcuni passaggi della sua lettera non mi piace, non tanto per gli “epiteti” usati, ma perché vorrei che su un tema così delicato si discutesse con onestà intellettuale evitando slogan e considerazioni non adeguatamente documentate.

      Prima di tutto mi faccia dire che l’intento della mia lettera è quello di far emergere una mancanza dell’Europa nella gestione dei flussi migratori e, più in generale, nelle relazioni tra Africa ed Europa. Mi riferisco nella lettera a due casi concreti: il flusso illecito di risorse che lascia l’Africa per i nostri paradisi fiscali (molti soldi finiscono in Svizzera) e l’opacità che troppo spesso coinvolge le imprese europee che operano in Africa (perché dove c’è un corrotto c’è sempre anche un corruttore, non dimentichiamolo).

      Provo ora brevemente a rispondere alle sue osservazioni. Senza la pretesa di convincerla.
      – Non so dove il prossimo milione di migranti potrà essere messo (anche se considerando il calo demografico in Europa un’idea ce l’ho), ma credo che far morire migliaia di persone nel Mediterraneo (almeno 20 mila negli ultimi 15 anni) o nel deserto del Sahara non sia una soluzione accettabile. L’Europa nel suo insieme (Italia compresa) deve prendersi la responsabilità di gestire un fenomeno che non ha soluzioni facili, ma fino a quando non si affronteranno le cause delle migrazioni (guerra, disparità economiche, cambiamenti climatici), non potranno esserci soluzioni credibili.
      – Sfatiamo il mito dei 35 euro dati ai migranti. I soldi stanziati per l’accoglienza dei richiedenti asilo (perché questo sono) non va nelle tasche dei migranti, ma in quello delle associazioni/ cooperative/imprese sociali che si impegnano nell’accoglienza. Lei potrà dire: cosa cambia? La cifra che paga il governo è sempre la stessa! Vero, come è vero che, in molte regioni d’Italia, sia nato negli anni un vero e proprio business dell’accoglienza, con cooperative e albergatori che, in alcuni casi, si sono trovati anche a speculare su queste persone. Ma la tutela e la protezione giuridica di quelli che sono “rifugiati” o “richiedenti asilo” e non “clandestini” non è dovuta solo al “buon cuore” del governo, ma nasce dall’adesione dell’Italia a convenzioni internazionali. Le assicuro che gli altri Stati europei fanno lo stesso.
      – Lei crede veramente che l’economia italiana e la sorte di tanti pensionati e disoccupati sia causata dagli immigrati? E’ colpa degli immigrati se tanti grandi gruppi industriali italiani hanno delocalizzato all’estero o sono entrati in crisi in questi anni. Non utilizziamo gli immigrati come capro espiatorio dietro cui nascondere altre mancanze.
      – Per quanto riguarda i rifugiati siriani lascio spazio ai numeri: secondo i dati delle Nazioni Unite ad oggi ci sono 700 mila profughi siriani in Turchia, 1 milione in Libano, 590 mila in Giordania, 137 mila in Egitto, 223 mila in Iraq. Come vede gli stati della regione –quasi tutti a maggioranza musulmana – stanno facendo la loro parte. http://data.unhcr.org/syrianrefugees/syria.php

      Saluti!
      Michele (mi chiamo così)

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      1. Odino

        1. Devono finirla con sta storia dei 35 euro (per Salvini 40 stamattina su Raiuno 40.. ), che come dici tu sono gestiti da cooperative per ospitare i richiedenti asilo. Si è creato un business dove i migranti sono la merce , e non i destinatari di tali soldi.. quanta demagogia si sta creando attorno a sto fatto … nessuno che dice le cose come stanno !! E tutti che credono al politico di turno..
        2. E inutile continuare questa guerra tra poveri : Sig. Osvaldo cerchi di seguire questo esempio :
        In italia la ricchezza è stimiamola 20, in un paese africano 5… arrivano le multinazionali piazzano un dittatore connivente e portano via i 5 di ricchezza dal paese africano, gli abitanti che fanno ? ovvio: scappano verso un paese più ricco.. altrimenti MUOIONO DI FAME (e se Lei scrive dietro a una tastiera sicuramente non ha ancora provato cos’è la fame, al massimo non pagare una bolletta , ma per fortuna di fame in Italia ancora non si muore). Poi questi migranti arrivano in Italia… nel frattempo “qualcuno” ha “assorbito” sprecato, fatto sparire all’estero, i 15/20 di ricchezza italiana… rimangono i 5 da spartirsi tra italiani (e purtroppo anche questa è la crisi) , e gli immigrati che in qualche modo devono pur mangiare (se no rimanevano dov’erano non le pare?)… ECCO dunque la guerra tra poveri … noi contro loro , e NESSUNO che si incazza indigna e fa qualcosa per andare a punire e dire che i responsabili della nostra povertà non sono gli immigrati (si ricordi sono arrivati dopo), ma quei magnaschei (mangia soldi) di politici, banchieri, lobbies, eccetera… che si sono e si stanno ancora pappando tutta la ricchezza che c’è.
        Sono loro che ci hanno mandato in rovina e loro che ci dicono pure con chi prendercela… tanto che lei, caro Osvaldo, andrà pure a votare Lega il 25 maggio.. proprio loro.. ma il Trota che sedeva alla regione e che incassava soldi pubblici nonostante il quoziente intellettivo di una trota appunto.. il tesoriere della lega Belsito che ha trafugato milioni di euro.. (6 quelli emersi) … 6 milioni di euro !! Ma li confronti sti soldi, questa montagna di soldi (ha presente quanti sono 6 milioni? io no…) li metta di fianco ai 35eur che come ho spiegato non vanno agli immigrati ma che tanto la spaventano.. vede che qualcosa non torna … mmmmmm?
        E quindi ? Se dopo queste parole va ancora a votare , e votare Lega.. si faccia qualche domanda..

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  2. Osvaldo Monti

    E allora cari due Signori facciamoci invadere così saremo tutti felici e contenti, e scusatemi se Vi ho disturbati dicendovi come la penso, Vi chiedo perdono di nuovo e Vi porgo i miei più devoti saluti e Vi prego di porgerli anche a tutti i migranti presenti e futuri.

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  3. Gianni Foietta

    Vorrei porgere cari saluti alle oltre 200 persone che ieri hanno cercato di ‘invaderci’ rendendoci felici e contenti. Ma purtroppo sono finiti in pasto ai pesci come dei cagnotti.

    Non ce la faccio proprio ad abbassare questi avvenimenti ad insignificanti discussioni pseudo-politiche su 30-40 schifosi euro o simili. Quante volte abbiamo visto gli abitanti di Lampedusa gettarsi in mare per salvare i naufraghi? Quante volte li abbiamo visti con gli occhi lucidi e il cuore gonfio davanti a file di cadaveri? E sono gli stessi abitanti di Lampedusa che giustamente non ne possono più degli sbarchi, che chiedono aiuto all’Italia ed all’Europa per far fronte a questo fenomeno ingestibile.

    Dove voglio arrivare? Si può anche avere idee diverse, dettate dalle proprie convinzioni politiche, per risolvere il problema. Ma se davanti a questo orrore non ci si sente terribilmente male, significa che la nostra anima è fatta di sterco, e in fondo al mare divorati dai pesci meriteremmo di esserci noi.

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  4. Pietro Giacomo Menolfi

    Complimenti per il “coraggio” di affrontare un tema caldo che la maggioranza affronta semplicisticamente con un “pensiero comune”.
    Dico anche subito che ho la certezza che non esistono soluzioni dirette; se mai ci fossero, sarebbero giá state prese.
    Ma, da amatore dell’Africa dove ho speso circa dieci anni, vorrei anche dire chiaramente che la discussione nostrana sul problema della immigrazione, é totalmente sviata da ideologie: la ideologia buonista e la ideologia del respingimento.
    Nel mezzo, totalmente dimenticati, ci dovrebbero stare gli immigrati regolari che, solo in Italia, vengono assimilati agli immigrati “forzosi”. E poi ci sta la completa non lettura della realtá.
    Io misi piede in Africa nel 1990 e cominciai immediatamente a rendermi conto che le politiche italiane sulla immigrazione non tenevano il passo dei tempi; ma ero e sono un signor nessuno.
    Una prima considerazione da fare, togliendoci dalle ideologie, é che il secchio, una volta pieno, straripa (non lo dico con sarcasmo, ma come legge fisica).
    Un’altra considerazione é che nel dibattito, se cosí lo si puó chiamare, non ho mai sentito menzionare le cause vere. Non é vero che ci sono guerre in molti dei Paesi da cui provengono i “barconisti”. Qualcuno menziona le cause economiche, le discriminazioni….che possono essere vere ma non giustificano la decisione di spendere patrimoni per rischiare la vita ed arrivare a mete non idonee; e comunque fanno poco senso come soluzione ai problemi.
    “Aiutarli a casa loro…”: ci sono fior di libri, oltre alle evidenze, che gli aiuti non hanno sortito l’effetto voluto, per anni e anni; anzi, vi sono libri (leggasi la autrice africana Dambisa Moyo) che sostiene addirittura il contrario: dove arrivano aiuti si innesca o si peggiora la spirale di povertá.
    Quindi “non facciamo niente”?
    Bisogna andare alle possibili cause: chi ha governato i paesi africani negli ultimi 50 anni? Gli Africani. Quindi facciamo basta con le demenzialitá del colonialismo.
    I Paesi Africani dovrebbero trovare la loro strada. Istituiamo un pemio per chi ne trova uno dove non vi sia corruzione, dove vi sia competenza, equitá, lungimiranza, attenzione ai bisogni della gente.
    Quindi i nostri governanti forse fanno i finti gnorri proprio perché temono di affrontare la veritá e di sbatterla in faccia ai responsabili. Ne va di mezzo la diplomazia; ne vanno di mezzo le buone relazioni tra stati. Ma a che cosa servono queste buone relazioni? Per alimentare corruzione, e quant’altro.
    L’Africa ha bisogno di menti nuove che siano bianche o nere; il continente deve affrontare i propri problemi e individuare le soluzioni.

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