Archivi categoria: approfondimenti

Verso l’Eu-Africa Summit di Abidjan. La rivista Nigrizia pubblica un dossier speciale

Quattordici chilometri. È questa la distanza che separa l’Africa dall’Europa, tra Spagna e Marocco. Praticamente nulla. Eppure nel corso dei secoli la distanza sociale, politica ed economica tra i due continenti ha subìto continue variazioni e ancora oggi la situazione appare contraddittoria e in evoluzione. Perché se da un lato stiamo assistendo – come sottolineano sia Carlos Lopes sia Stefano Manservisi nelle pagine seguenti – a un ritorno deciso dell’Unione europea sulla scena africana dopo anni di indifferenza, dall’altro crescono sentimenti di reciproca insofferenza, tanto in Europa quanto in Africa. Continua a leggere

In Tunisia “le tombe della dignità” per ricordare
i morti del Mediterraneo

foto @MicheleLuppi

Sette tombe di vetro galleggiano nel mare di Tunisia, sull’altra sponda del Mediterraneo. L’artista Sadika Keskes le ha chiamate “Tombeaux de la Dignité” (tombe della dignità), un segno visibile tra le onde del Mare Nostrum “per ricordare tutte quelle persone che nel Mediterraneo hanno perso la vita e rimarranno per sempre senza nome, senza ricordo. Uomini, donne e, purtroppo, anche bambini”.
Per questo tra le tombe blu ne spicca una più piccola di vetro bianco a ricordare tutti i bambini che sono morti nel tentativo di raggiungere l’altra sponda del mare.

Secondo le statistiche dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati dall’inizio del 2017 si contano già 2.681 migranti morti o dispersi nel Mediterraneo. Erano 5.096 nel 2016, 3.771 l’anno precedente.

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Ue: aiuti allo sviluppo utilizzati per costruire “muri”. Le accuse di Global Health Advocates

In occasione della riunione dei ministri europei dello sviluppo in Estonia l’11 settembre, un nuovo rapporto della ONG Global Health Advocates dimostra come l’attuale strumentalizzazione degli aiuti allo sviluppo dell’Unione Europea per arrestare i flussi migratori rappresenti una strategia destinata a fallire.

“Gli aiuti allo sviluppo hanno l’obiettivo di finanziare programmi a lungo termine per sradicare la povertà,  in linea con le priorità di sviluppo dei paesi partner. Tuttavia – scrivono in un comunicato i promotori del rapporto -, il Fondo Finduciario d’Emergenza dell’UE per l’Africa, uno strumento piuttosto recente lanciato in modo affrettato dall’Unione Europea con un budget di quasi 3 miliardi di Euro in aiuti allo sviluppo, fa esattamente il contrario: privilegia soluzioni rapide a problematiche nazionali europee, senza un reale coinvolgimento dei governi locali e della società civile in Africa”.

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Dopo Francia e Germania, l’Italia pensa ad inviare truppe nel Sahel. Opportunità e criticità di una missione

“Il Ministero della Difesa smentisce le notizie relative all’invio di militari italiani in Niger. Si sottolinea che non vi è nessuna ipotesi operativa al riguardo. La simulazione e pianificazione di tali azioni rientra nella normale attività addestrativa degli Stati Maggiori e riguarda le principali aree di crisi”.

Con questa nota il Ministero della Difesa italiano ha smentito, nei giorni scorsi, le notizie diffuse dal quotidiano La Repubblica circa la messa a punto dell’Operazione militare italiana “Deserto Rosso” tesa a contrastare i flussi di immigrati illegali che dal Niger raggiungono la Libia. Continua a leggere

Summit di Malta: pronti a dare luce verde al “muro” Europeo

JOE KLAMAR/AFP

Quelli che ci attendono saranno giorni decisivi per il futuro delle politiche migratorie dell’Unione europea e, di conseguenza, per la sorte di migliaia di migranti già in viaggio verso l’Europa.

Venerdì 3 febbraio i capi di stato e di governo riuniti a Malta per un Consiglio europeo informale saranno chiamati a dare luce verde al nuovo piano per il blocco dei migranti lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Continua a leggere

Cinque Paesi africani vietano l’importazione di “carburanti sporchi” prodotti in Europa

- Dirty Diesel report, page 18: In the overwhelming heat and humidity of the Ghanaian capital, Accra, traffic jams persist at all hours of the day. East Legon Road, Accra, Ghana, June 2016 | © Carl De Keyzer – Magnum

– Dirty Diesel report, © Carl De Keyzer – Magnum

Una buona notizia per la salute di 250 milioni di africani. Lo scorso 1° dicembre ad Abuja i rappresentanti di cinque stati dell’Africa occidentale – Nigeria, Benin, Togo, Ghana e Costa d’Avorio – hanno sottoscritto un accordo per vietare l’importazione dei cosiddetti “dirty fuels” (carburanti sporchi) provenienti dall’Europa.

Si tratta di prodotti la cui vendita è vietata nei Paesi dell’Unione europea a causa dell’alta concentrazione di inquinanti che vengono, invece, liberamente esportati nei Paesi africani, approfittando dei più bassi standard di sicurezza. Continua a leggere

MINERALI CLANDESTINI:
una mostra itinerante
spiega il legame
con i nostri cellulari

Miniera di Coltan in Repubblica Democratica del Congo

Miniera di Coltan in Repubblica Democratica del Congo

Che legame hanno migrazioni, guerre, vendita di armi e minerali preziosi?

Le Associazioni Chiama l’Africa (www.chiamafrica.it), Solidarietà-Muungano onlus (www.muungano.it) e Rete Pace per il Congo (www.paceperilcongo.it) stanno realizzando una mostra fotografica itinerante sullo sfruttamento dei minerali utilizzati nei principali prodotti tecnologici di largo consumo, estratti e commercializzati illegalmente in Africa e nel mondo. Continua a leggere

L’olio tunisino non deve far paura: se la Tunisia cresce l’Italia guadagna

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Si è parlato molto nei giorni scorsi della decisione dell’Unione europea di allargare la quota di olio di oliva tunisino che potrà essere importato – senza dazi – in Europa. Il Parlamento europeo ha dato luce verde alla proposta della Commissione che, fino alla fine del 2017, metterà a disposizione un contingente tariffario senza dazio unilaterale di 35 mila tonnellate all’anno di olio in aggiunta alle attuali 56.700. Continua a leggere

Sempre più migranti “abbandonati” in Sicilia.
Il caso Agrigento

fuga-750x330Nel giorno in cui il CPSA (Centro di primo soccorso e assistenza) di Pozzallo diventava a tutti gli effetti il terzo Hotspot siciliano l’ennesima denuncia investiva il sistema di accoglienza dei richiedenti asilo in Italia. Ci troviamo nello specifico ad Agrigento dove tra il 14 e 15 gennaio decine di migranti – raggiunti da provvedimenti di respingimento differito -venivano abbandonati nei pressi della Stazione di Aragona Caldare.

“Si è ormai definita la prassi – scrive in una lettera Valerio Landri, direttore del Centro per la Carità dell’arcidiocesi di Agrigento  – di accompagnare i migranti (in arrivo a Porto Empedocle e destinatari di un provvedimento di respingimento differito) presso stazioni dei treni o dei bus perché adempiano volontariamente all’invito a ritornarsene in patria entro il termine di 7 giorni”. Continua a leggere

Si festeggia l’accordo sul clima
ma c’è chi non può aspettare.
L’Etiopia vittima de “El Niño”

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Non più di una settimana fa mentre a Parigi il ministro degli esteri francese, Laurent Fabius, festeggiava l’accordo trovato al termine della Conferenza sul clima delle Nazioni Unite (Cop21), in Etiopia, l’Organizzazione mondiale della Sanità dispiegava una missione di emergenza per sostenere il ministero della sanità etiope nel fronteggiare la peggiore siccità degli ultimi trent’anni.

Perché, con buona pace dei grandi della terra che hanno salutato con entusiasmo l’accordo “vincolante” di Parigi (con l’obiettivo di bloccare il surriscaldamento globale ben al di sotto dei due gradi centigradi rispetto al periodo pre-industriale), ci sono Paesi che non possono aspettare il 2020 – l’anno in cui entrerà in vigore l’accordo – perché stanno già pagando oggi le conseguenze dei cambiamenti climatici. Continua a leggere