Archivi categoria: approfondimenti

Eni-Shell e i danni della
corruzione in Nigeria:
il comunicato di Re:Common

Un rapporto redatto da esperti in materia petrolifera di livello mondiale e presentato il 26 novembre, durante una conferenza stampa a Lagos, rivela che l’accordo tra Shell ed Eni per il blocco petrolifero OPL 245 ha ridotto le entrate attese della Nigeria di circa 6 miliardi di dollari. La prevista perdita di entrate potrebbe finanziare due volte i bilanci federali annuali combinati della Nigeria per la sanità e l’istruzione.

L’analisi degli esperti di Resources for Development Consulting è stata commissionata dalle Ong Global Witness, HEDA, Re:Common e The Corner House.

Scarica il rapporto qui 

Di seguito il comunicato diffuso da Re:Common. Continua a leggere

Energy Africa: a Milano
la mostra della rivista Africa per far luce sul continente

Quaranta scatti, quaranta storie, quaranta piccole testimonianze per raffigurare il tema dell’accesso all’energia.

E’ questo il cuore della nuova mostra della rivista Africa dal titolo Energy Africa che sarà esposta alla Fabbrica del Vapore di Milano dal 23 al 25 novembre. Assolute protagoniste le fotografie di Marco Garofalo scattate in Tanzania, Kenya e Ghana che raccontano la quotidianità di milioni di persone e il loro accesso all’energia. Continua a leggere

Il 17-18 ottobre torna l’Italia Africa Business Week: occasione per le piccole e medie imprese

È stata presentata questa mattina a Milano la seconda edizione dell’Italia Africa Business Week (Iabw) in programma a Roma il prossimo 17 e 18 ottobre.

“Stabilità, opportunità, nuovi mercati” è il titolo scelto per un forum che punta a sviluppare opportunità d’affari e accordi di cooperazione tra imprenditori dalle due sponde del Mediterraneo.

Tra i temi al centro dei colloqui: infrastrutture, energie rinnovabili, agricoltura e agribusiness, nuove tecnologie, biomedicale, tessile e moda. Continua a leggere

Nel giugno 2018 la seconda
edizione della Conferenza
ministeriale Italia-Africa

Il 21 giugno 2018 si terrà la seconda edizione della Conferenza Italia-Africa”. A dare l’anticipazione ieri a Milano nel corso del convegno “Africa sub-sahariana. La sfida dello sviluppo paritario” promosso dal Cipmo in collaborazione con la Fondazione Eni – Enrico Mattei e l’Institute for Global Studies (Igs) è stato un funzionario del ministero degli Affari Esteri.

La prima edizione della conferenza si era tenuta a Roma nel maggio del 2016 alla presenza di delegazioni di 50 Paesi africani.

Il crescente interesse dell’Italia per il continente è sottolineato anche dall’attività diplomatica e consolare: negli ultimi anni l’Italia ha aperto due nuove ambasciate – in Niger e Guinea Conakry – ed è prossima l’apertura di un’ambasciata in Burkina Faso. Continua a leggere

A Bruxelles la Conferenza per il Sahel: i costi umani e materiali della missione europea

Due soldati francesi della forza anti-terrorismo dispiegata nell’Africa occidentale sono stati uccisi ieri, 21 febbraio, nel nord del Mali.

Lo ha reso noto lo stato maggiore dell’esercito transalpino che ha rivelato come il veicolo su cui viaggiavano sia esploso su una mina mentre era impegnato in un’ operazione di pattugliamento.

L’episodio è avvenuto al confine tra Niger e Burkina Faso, in un’area già teatro di attività da parte di gruppi jihadisti; il mese scorso in un attacco analogo erano rimasti feriti altri tre soldati.

La morte dei due soldati francesi arriva a poche ore dalla Conferenza di alto livello sul Sahel in programma venerdì 23 febbraio a Bruxelles nel palazzo della Commissione europea. Continua a leggere

Un anno fa l’accordo Italia-Libia. Ma a quale prezzo?

“L’accordo Italia-Libia siglato un anno fa è stato giudicato da molti commentatori un successo politico del Governo Italiano, giustificando queste affermazioni con il dato del decremento nel numero degli arrivi di migranti sulle coste italiane rispetto al 2016: -34,24%, 62.126 persone in meno. Queste cifre nascondono però un inferno che continua: in mare si continua a morire, la rotta del Mediterraneo centrale è ancora la più pericolosa al mondo, e in Libia violazioni dei diritti umani, violenze ed abusi di ogni genere continuano”.

Si apre con queste parole il nuovo rapporto pubblicato da Oxfam e Borderline Sicilia ad un anno esatto dalla firma del Memorandum di intesa tra il governo italiano e il Governo di Accordo Nazionale della Libia: era il 2 febbraio 2017.

Il rapporto intitolato “Libia, inferno senza fine“, ripercorre gli ultimi dodici mesi puntando il dito contro le continue violazione dei diritti umani di cui sono vittime i migranti rimasti bloccati nei centri di detenzione libici. Continua a leggere

L’Africa dimenticata dai tg:
solo una notizia di esteri su dieci riguarda il continente

In circa 14000 edizioni di telegiornali andate in onda in prima serata sulle principali reti televisive italiane, tra il gennaio 2012 e il luglio 2017, nessuna notizia (dico nessuna!) ha riguardato la Repubblica Democratica del Congo, la Somalia e la Guinea Bissau.

E’ questa la notizia più scioccante – almeno per chi in Italia si interessa di Africa –  pubblicata nel rapporto “Illuminare le periferie” dell’Osservatorio di Pavia che ha analizzato le edizioni Prime Time dei sette principali telegiornali del Paese: Tg1, Tg2. Tg3, Tg5, Studio Aperto, TgLa7 e Tg4.

Non meglio è andata a Senegal, Namibia, Sierra Leone, Tanzania, Algeria, Burundi di cui si è parlato solo in una occasione. Continua a leggere

Verso l’Eu-Africa Summit di Abidjan. La rivista Nigrizia pubblica un dossier speciale

Quattordici chilometri. È questa la distanza che separa l’Africa dall’Europa, tra Spagna e Marocco. Praticamente nulla. Eppure nel corso dei secoli la distanza sociale, politica ed economica tra i due continenti ha subìto continue variazioni e ancora oggi la situazione appare contraddittoria e in evoluzione. Perché se da un lato stiamo assistendo – come sottolineano sia Carlos Lopes sia Stefano Manservisi nelle pagine seguenti – a un ritorno deciso dell’Unione europea sulla scena africana dopo anni di indifferenza, dall’altro crescono sentimenti di reciproca insofferenza, tanto in Europa quanto in Africa. Continua a leggere

In Tunisia “le tombe della dignità” per ricordare
i morti del Mediterraneo

foto @MicheleLuppi

Sette tombe di vetro galleggiano nel mare di Tunisia, sull’altra sponda del Mediterraneo. L’artista Sadika Keskes le ha chiamate “Tombeaux de la Dignité” (tombe della dignità), un segno visibile tra le onde del Mare Nostrum “per ricordare tutte quelle persone che nel Mediterraneo hanno perso la vita e rimarranno per sempre senza nome, senza ricordo. Uomini, donne e, purtroppo, anche bambini”.
Per questo tra le tombe blu ne spicca una più piccola di vetro bianco a ricordare tutti i bambini che sono morti nel tentativo di raggiungere l’altra sponda del mare.

Secondo le statistiche dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati dall’inizio del 2017 si contano già 2.681 migranti morti o dispersi nel Mediterraneo. Erano 5.096 nel 2016, 3.771 l’anno precedente.

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Ue: aiuti allo sviluppo utilizzati per costruire “muri”. Le accuse di Global Health Advocates

In occasione della riunione dei ministri europei dello sviluppo in Estonia l’11 settembre, un nuovo rapporto della ONG Global Health Advocates dimostra come l’attuale strumentalizzazione degli aiuti allo sviluppo dell’Unione Europea per arrestare i flussi migratori rappresenti una strategia destinata a fallire.

“Gli aiuti allo sviluppo hanno l’obiettivo di finanziare programmi a lungo termine per sradicare la povertà,  in linea con le priorità di sviluppo dei paesi partner. Tuttavia – scrivono in un comunicato i promotori del rapporto -, il Fondo Finduciario d’Emergenza dell’UE per l’Africa, uno strumento piuttosto recente lanciato in modo affrettato dall’Unione Europea con un budget di quasi 3 miliardi di Euro in aiuti allo sviluppo, fa esattamente il contrario: privilegia soluzioni rapide a problematiche nazionali europee, senza un reale coinvolgimento dei governi locali e della società civile in Africa”.

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