Archivi categoria: approfondimenti

Un anno fa l’accordo Italia-Libia. Ma a quale prezzo?

“L’accordo Italia-Libia siglato un anno fa è stato giudicato da molti commentatori un successo politico del Governo Italiano, giustificando queste affermazioni con il dato del decremento nel numero degli arrivi di migranti sulle coste italiane rispetto al 2016: -34,24%, 62.126 persone in meno. Queste cifre nascondono però un inferno che continua: in mare si continua a morire, la rotta del Mediterraneo centrale è ancora la più pericolosa al mondo, e in Libia violazioni dei diritti umani, violenze ed abusi di ogni genere continuano”.

Si apre con queste parole il nuovo rapporto pubblicato da Oxfam e Borderline Sicilia ad un anno esatto dalla firma del Memorandum di intesa tra il governo italiano e il Governo di Accordo Nazionale della Libia: era il 2 febbraio 2017.

Il rapporto intitolato “Libia, inferno senza fine“, ripercorre gli ultimi dodici mesi puntando il dito contro le continue violazione dei diritti umani di cui sono vittime i migranti rimasti bloccati nei centri di detenzione libici. Continua a leggere

L’Africa dimenticata dai tg:
solo una notizia di esteri su dieci riguarda il continente

In circa 14000 edizioni di telegiornali andate in onda in prima serata sulle principali reti televisive italiane, tra il gennaio 2012 e il luglio 2017, nessuna notizia (dico nessuna!) ha riguardato la Repubblica Democratica del Congo, la Somalia e la Guinea Bissau.

E’ questa la notizia più scioccante – almeno per chi in Italia si interessa di Africa –  pubblicata nel rapporto “Illuminare le periferie” dell’Osservatorio di Pavia che ha analizzato le edizioni Prime Time dei sette principali telegiornali del Paese: Tg1, Tg2. Tg3, Tg5, Studio Aperto, TgLa7 e Tg4.

Non meglio è andata a Senegal, Namibia, Sierra Leone, Tanzania, Algeria, Burundi di cui si è parlato solo in una occasione. Continua a leggere

Verso l’Eu-Africa Summit di Abidjan. La rivista Nigrizia pubblica un dossier speciale

Quattordici chilometri. È questa la distanza che separa l’Africa dall’Europa, tra Spagna e Marocco. Praticamente nulla. Eppure nel corso dei secoli la distanza sociale, politica ed economica tra i due continenti ha subìto continue variazioni e ancora oggi la situazione appare contraddittoria e in evoluzione. Perché se da un lato stiamo assistendo – come sottolineano sia Carlos Lopes sia Stefano Manservisi nelle pagine seguenti – a un ritorno deciso dell’Unione europea sulla scena africana dopo anni di indifferenza, dall’altro crescono sentimenti di reciproca insofferenza, tanto in Europa quanto in Africa. Continua a leggere

In Tunisia “le tombe della dignità” per ricordare
i morti del Mediterraneo

foto @MicheleLuppi

Sette tombe di vetro galleggiano nel mare di Tunisia, sull’altra sponda del Mediterraneo. L’artista Sadika Keskes le ha chiamate “Tombeaux de la Dignité” (tombe della dignità), un segno visibile tra le onde del Mare Nostrum “per ricordare tutte quelle persone che nel Mediterraneo hanno perso la vita e rimarranno per sempre senza nome, senza ricordo. Uomini, donne e, purtroppo, anche bambini”.
Per questo tra le tombe blu ne spicca una più piccola di vetro bianco a ricordare tutti i bambini che sono morti nel tentativo di raggiungere l’altra sponda del mare.

Secondo le statistiche dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati dall’inizio del 2017 si contano già 2.681 migranti morti o dispersi nel Mediterraneo. Erano 5.096 nel 2016, 3.771 l’anno precedente.

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Ue: aiuti allo sviluppo utilizzati per costruire “muri”. Le accuse di Global Health Advocates

In occasione della riunione dei ministri europei dello sviluppo in Estonia l’11 settembre, un nuovo rapporto della ONG Global Health Advocates dimostra come l’attuale strumentalizzazione degli aiuti allo sviluppo dell’Unione Europea per arrestare i flussi migratori rappresenti una strategia destinata a fallire.

“Gli aiuti allo sviluppo hanno l’obiettivo di finanziare programmi a lungo termine per sradicare la povertà,  in linea con le priorità di sviluppo dei paesi partner. Tuttavia – scrivono in un comunicato i promotori del rapporto -, il Fondo Finduciario d’Emergenza dell’UE per l’Africa, uno strumento piuttosto recente lanciato in modo affrettato dall’Unione Europea con un budget di quasi 3 miliardi di Euro in aiuti allo sviluppo, fa esattamente il contrario: privilegia soluzioni rapide a problematiche nazionali europee, senza un reale coinvolgimento dei governi locali e della società civile in Africa”.

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Dopo Francia e Germania, l’Italia pensa ad inviare truppe nel Sahel. Opportunità e criticità di una missione

“Il Ministero della Difesa smentisce le notizie relative all’invio di militari italiani in Niger. Si sottolinea che non vi è nessuna ipotesi operativa al riguardo. La simulazione e pianificazione di tali azioni rientra nella normale attività addestrativa degli Stati Maggiori e riguarda le principali aree di crisi”.

Con questa nota il Ministero della Difesa italiano ha smentito, nei giorni scorsi, le notizie diffuse dal quotidiano La Repubblica circa la messa a punto dell’Operazione militare italiana “Deserto Rosso” tesa a contrastare i flussi di immigrati illegali che dal Niger raggiungono la Libia. Continua a leggere

Summit di Malta: pronti a dare luce verde al “muro” Europeo

JOE KLAMAR/AFP

Quelli che ci attendono saranno giorni decisivi per il futuro delle politiche migratorie dell’Unione europea e, di conseguenza, per la sorte di migliaia di migranti già in viaggio verso l’Europa.

Venerdì 3 febbraio i capi di stato e di governo riuniti a Malta per un Consiglio europeo informale saranno chiamati a dare luce verde al nuovo piano per il blocco dei migranti lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Continua a leggere

Cinque Paesi africani vietano l’importazione di “carburanti sporchi” prodotti in Europa

- Dirty Diesel report, page 18: In the overwhelming heat and humidity of the Ghanaian capital, Accra, traffic jams persist at all hours of the day. East Legon Road, Accra, Ghana, June 2016 | © Carl De Keyzer – Magnum

– Dirty Diesel report, © Carl De Keyzer – Magnum

Una buona notizia per la salute di 250 milioni di africani. Lo scorso 1° dicembre ad Abuja i rappresentanti di cinque stati dell’Africa occidentale – Nigeria, Benin, Togo, Ghana e Costa d’Avorio – hanno sottoscritto un accordo per vietare l’importazione dei cosiddetti “dirty fuels” (carburanti sporchi) provenienti dall’Europa.

Si tratta di prodotti la cui vendita è vietata nei Paesi dell’Unione europea a causa dell’alta concentrazione di inquinanti che vengono, invece, liberamente esportati nei Paesi africani, approfittando dei più bassi standard di sicurezza. Continua a leggere

MINERALI CLANDESTINI:
una mostra itinerante
spiega il legame
con i nostri cellulari

Miniera di Coltan in Repubblica Democratica del Congo

Miniera di Coltan in Repubblica Democratica del Congo

Che legame hanno migrazioni, guerre, vendita di armi e minerali preziosi?

Le Associazioni Chiama l’Africa (www.chiamafrica.it), Solidarietà-Muungano onlus (www.muungano.it) e Rete Pace per il Congo (www.paceperilcongo.it) stanno realizzando una mostra fotografica itinerante sullo sfruttamento dei minerali utilizzati nei principali prodotti tecnologici di largo consumo, estratti e commercializzati illegalmente in Africa e nel mondo. Continua a leggere

L’olio tunisino non deve far paura: se la Tunisia cresce l’Italia guadagna

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Si è parlato molto nei giorni scorsi della decisione dell’Unione europea di allargare la quota di olio di oliva tunisino che potrà essere importato – senza dazi – in Europa. Il Parlamento europeo ha dato luce verde alla proposta della Commissione che, fino alla fine del 2017, metterà a disposizione un contingente tariffario senza dazio unilaterale di 35 mila tonnellate all’anno di olio in aggiunta alle attuali 56.700. Continua a leggere