Archivi categoria: editoriali

Se Tallinn non chiama Addis. Quel filo interrotto tra
i leader dei due continenti

“Due continenti, un solo futuro”. E’ questa la scritta, o forse potrei dire il motto, che campeggia sotto la testata di questo blog fin dalla sua nascita, ormai tre anni fa.

Non è retorica, ma la convinzione – concreta – che la storia e il destino di Africa ed Europa siano intrinsecamente legati. Basta scorrere gli articoli pubblicati in questi anni (assolutamente non esaustivi della complessità di questa relazione) per rendersi conto di quanto sia vero. Continua a leggere

Il 5° Africa-Eu Summit a novembre in Costa d’Avorio. L’Europa cerca il rilancio

Un nuovo incontro tra i capi di stato e di governo di Africa ed Unione europea si terrà a novembre 2017 ad Abidjan.

L’annuncio è arrivato pochi giorni fa in una comunicazione congiunta della Commissione europea e dell’EEAS (Servizio europeo per l’azione esterna) rivolta al Parlamento Ue e al Consiglio.

Si tratta del 5° Africa-Eu Summit dopo quelli de “Il Cairo” (2000), Lisbona (2007) e Tripoli (2010), Bruxelles (2014) a cui si è aggiunto il summit sulle migrazioni del novembre 2015 a La Valletta.

L’incontro avrà un valore significativo perché permetterà di fare il punto sulle relazioni tra i due continenti a dieci anni dal lancio della “Joint Africa-Eu Strategy” adottata nel 2007. Continua a leggere

Macron e la guerra francese nel Sahel. Il nuovo presidente e la pesante eredità di Hollande

Passata l’euforia per la vittoria elettorale, Macron si trova a raccogliere la pesante eredità di Hollande che riconsegna al neo-eletto presidente francese un Paese fortemente impegnato militarmente nel mondo ed, in particolare, in Africa.

La più imponente missione dell’esercito francese attualmente in corso – fuori dal territorio nazionale – è infatti in corso nel Sahel. Continua a leggere

Ecco perché i fondi promessi da Alfano e Minniti alla Libia e al Niger saranno spesi inutilmente

Forse Alfano avrebbe fatto meglio a chiedere un parere a Billo prima di promettere al governo del Niger 50 milioni di euro per potenziare il controllo delle frontiere esterne del Paese africano. Billo, arrivato in Italia dal Senegal dopo aver attraversato  il deserto e il Mediterraneo, gli avrebbe detto che quei soldi saranno spesi inutilmente. Il perché è semplice:

«Quanto guadagnano le guardie nigerine che pattugliano Agadez, una delle zone più povere, di uno dei Paesi più poveri dell’Africa?” Racconta il giovane con l’aria di chi non parla per sentito dire, ma di chi ha ancora impressi nella memoria e sulla pelle i segni di quel viaggio.

“Poco, pochissimo… – aggiunge – e questo significa che le guardie continueranno a chiedere soldi ai migranti e chi potrà pagare passerà mentre chi non potrà pagare verrà picchiato, esattamente come avviene oggi, e respinto indietro. Magari chiederanno semplicemente più soldi per farsi convincere…».

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Cinque domande al ministro degli “esteri” Marco Minniti sulla Libia e i migranti

Ho impiegato un po’ di giorni a trovare il tempo di prendere in mano con calma la dichiarazione conclusiva pubblicata al termine dell’incontro che, il 20 marzo scorso, ha visto nascere a Roma il nuovo Gruppo di Contatto per il Mediterraneo Centrale.

Dichiarazione di Intenti

Si tratta dell’ennesimo tassello della politica portata avanti dal ministro italiano Marco Minniti sulla scia del Consiglio europeo de La Valletta del 3 febbraio e sui precedenti incontri con il governo insediato a Tripoli. In Italia si sono riuniti i ministri degli interni di Austria, Germania, Italia, Libia, Malta, Slovenia, Svizzera, Tunisia, insieme al Commissario europeo per le Migrazioni, gli Affari interni e la Cittadinanza, Dimitris Avramopoulos.

Dalla lettura sono emerse queste cinque semplici domande (volutamente retoriche). Continua a leggere

“Cosa pensi se ti dico Africa?”

Qual è la prima parola che vi viene in mente se dico Africa?”.

E’ questa la domanda che alcune settimane fa ho posto ad alcune classi di un liceo di provincia. Un campione certamente non rappresentativo dei giovani liceali italiani, ma quanto basta per maturare una riflessione che mi sento di condividere con gli amici africani e con quanti, pur in ambiti diversi, si interessano di Africa. Continua a leggere

Isis bianco e Isis nero,
la guerra miope
dell’Occidente

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“Non tutti i musulmani sono terroristi, ma tutti i terroristi sono musulmani”.

Se dovessi scegliere una frase capace di riassumere i dibattiti sentiti nelle ultime settimane, sceglierei questa lapidaria affermazione di Oriana Fallaci. Una frase che, ripresa oggi, suona pericolosa e irresponsabile perché soffia sul fuoco di un incendio che divampa nelle nostre società. È la fiamma della diffidenza e dell’ignoranza (nel senso letterale del termine) nei confronti di un mondo, quello dell’Islam, troppo ampio e variegato per essere ridotto ad una battuta camuffata da sentenza. Continua a leggere

Eu-Africa Summit:
Se la politica europea
manca di visione

Valletta Summit inaugurazione

“La Valletta non può essere una nuova Tripoli”. Lo ha detto ieri la presidente della Commissione dell’Unione africana, Dlamini Zuma, nel suo intervento all’apertura del Summit de La Valletta sulle migrazioni, con un riferimento non è alla crisi post-Gheddafi, ma ad un analogo incontro del 2006. Allora il tema delle migrazioni era solo uno dei tanti posti sul tavolo dai leader di Africa ed Europa nel tentativo di rilanciare la partnership tra i due continenti. Ne uscì una dichiarazione congiunta sulle migrazioni in cui, per la prima volta, si cercava di promuovere un dialogo comune per affrontare la questione a partire dalla sue cause strutturali.

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Tragedie del Mediterraneo:
l’ingiusto scaricabarile
sull’impotente Unione europea

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Cercherò di essere breve, ma purtroppo stavolta non credo sarà possibile.
Almeno 800 migranti (secondo quanto dichiarato dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) sono morti tra il 18 e il 19 aprile; altri 200 il 20 aprile davanti alla costa orientale di Rodi. Altri erano morti in un altro naufragio circa un mese fa.

In queste ore i social network sono pieni di commenti – molti dei quali deliranti e che non meriterebbero nemmeno di essere considerati -, ma quello che mi fa pensare è altro: la maggior parte della gente ha postato una serie di commenti la cui sequenza è di questo tipo:

1) BASTA!!!

2) La nostra indifferenza è colpevole!

3) Cosa fa l’Unione Europea? Perché tace e cerca scuse?

Bene, per quanto mi è possibile, vorrei cercare di spiegarvi il punto 3).

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