Archivi categoria: editoriali

«Non aiutateci per carità»:
Da Amref 10 consigli per uno sguardo nuovo sull’Africa

Un decalogo – redatto da Ekutsu Mambulu per la nuova campagna di Amref in collaborazione con Associazione Carta di Roma – da leggere e condividere il più possibile perché solo cambiando la comunicazione e il nostro immaginario del continente potremo realmente costruire una nuova relazione tra Africa ed Europa.

Ecco i dieci punti: Continua a leggere

Caro padre Alex Zanotelli: “Rompiamo il silenzio,
ma non solo sulle tragedie”

Sta diventando virale in rete un appello di padre Alex Zanotelli, missionario comboniano e giornalista, già direttore della rivista Nigrizia e attuale direttore di “Mosaico di Pace”.

Un uomo – per cui nutro una grande stima – capace già venticinque anni fa di portare l’attenzione dell’Italia sulla situazione di Koroghoco, lo slum di Nairobi dove visse per alcuni anni.

Oggi torna a scuotere l’opinione pubblica con un appello rivolto ai giornalisti italiani in cui chiede di “Rompere il silenzio sull’Africa”.

Ci sentiamo di condividere il suo appello, ma con un “ma” che riteniamo essere fondamentale per leggerlo nella giusta prospettiva. Continua a leggere

Consiglio europeo e migrazioni: ecco tutte le novità
(che tanto novità non sono)

Il Consiglio europeo del 28 giugno si è concluso da poche ore. A questo link trovate il testo completo in italiano delle conclusioni. Mi permetto di riportare di seguito i punti che ritengo più importanti accompagnati da qualche piccolo commento.

PUNTO 3:  “…Tutte le navi operanti nel Mediterraneo devono rispettare le leggi applicabili e non interferire con le operazioni della guardia costiera libica”.

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Italia-Africa: il governo (e Salvini) non buttino quanto
fatto negli ultimi anni

Una premessa obbligatoria: per quanto profondamente diverso nei toni – spinti fino all’ostentazione – e fatto salvo per la decisione di chiudere i porti (vera grande novità del governo Lega-M5S) l’approccio del Ministro degli Interni Matteo Salvini alle questioni migratorie non fa che proseguire e portare fino alle estreme conseguenze la linea tracciata dal suo predecessore Marco Minniti: stesso approccio con la Libia, basato sul finanziamento della Guardia Costiera in cambio del blocco delle partenze, stessa volontà di esternazionalizzazione delle frontiere esterne verso Niger e Sudan (ci siamo dimenticati della “naufragata” missione in Niger?). Anche le richieste all’Unione europea, seppur all’interno di una dialettica radicalmente cambiata nelle prospettive (da forza convintamente europeista a forza antisistema, almeno nei toni), vanno nella direzione di una condivisione europea degli sforzi e la proposta di un sistema obbligatorio di ripartizione dei richiedenti asilo in base a quote nazionali.

Ma, al di là delle politiche migratorie – perché la relazione tra Europa e Africa è ben più complessa!  – c’è qualcosa che rischia di cambiare in maniera radicale con il nuovo governo.

Mi riferisco al più generale approccio dell’Italia al continente africano.

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Cara Europa se vuoi dialogare con l’Africa devi prima ascoltare (e fare autocritica)

“Dobbiamo iniziare a guardare all’Africa con occhiali africani”. Il presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani, ha utilizzato questa espressione mercoledì 22 novembre nell’emiciclo di Bruxelles introducendo la Conferenza per un nuovo parternariato con l’Africa organizzata ad una settimana esatta dall’Eu-Africa Summit di Abidjan.

Al suo fianco, oltre all’Alto commissario per la politica estera e di sicurezza, Federica Mogherini,  c’erano, tra gli altri, il presidente del Centrafrica Touadéra, il ministro degli esteri del Mali, Abdoulaye Diop, e il presidente del Parlamento Panafricano Roger Nkodo Dang. Grande assente il presidente della Commissione dell’Unione africana, Moussa Faki Mahamat, che ha incontrato Mogherini in mattinata per poi lasciare Bruxelles. Continua a leggere

Minerali da conflitto:
ecco le 5 “r” per cambiare
i nostri stili di vita

In questi anni Africaeuropa ha seguito da vicino e con costanza il percorso verso l’adozione di una normativa europea per l’importazione di minerali provenienti da zone di conflitto.

Ma per certi aspetti il nuovo regolamento europeo (la cui entrata in vigore è prevista nel 2021!) sembra già superato. Continua a leggere

Mediterraneo: crollano gli arrivi in Italia. Ma in Europa
si può davvero esultare?

A member of Libya’s coastguard points during a patrol east of Tripoli, Libya May 28, 2015. REUTERS/Ismail Zitouny

Non c’è che dire, i dati parlano chiaro: la strategia messa in atto dal governo italiano, con il sostegno dell’Unione europea, e portata avanti con determinazione dal ministro degli interni Marco Minniti sta dando i frutti desiderati: nel mese di agosto il numero di migranti soccorsi in mare e portati sulle coste italiane, per entrare poi nel sistema di accoglienza, è drasticamente diminuito.

Secondo i dati diffusi dal Ministero dell’interno le persone sbarcate dal 15 al 24 agosto sono state 511 a fronte delle 3850 dello stesso periodo del 2016. Continua a leggere

Se Tallinn non chiama Addis. Quel filo interrotto tra
i leader dei due continenti

“Due continenti, un solo futuro”. E’ questa la scritta, o forse potrei dire il motto, che campeggia sotto la testata di questo blog fin dalla sua nascita, ormai tre anni fa.

Non è retorica, ma la convinzione – concreta – che la storia e il destino di Africa ed Europa siano intrinsecamente legati. Basta scorrere gli articoli pubblicati in questi anni (assolutamente non esaustivi della complessità di questa relazione) per rendersi conto di quanto sia vero. Continua a leggere

Il 5° Africa-Eu Summit a novembre in Costa d’Avorio. L’Europa cerca il rilancio

Un nuovo incontro tra i capi di stato e di governo di Africa ed Unione europea si terrà a novembre 2017 ad Abidjan.

L’annuncio è arrivato pochi giorni fa in una comunicazione congiunta della Commissione europea e dell’EEAS (Servizio europeo per l’azione esterna) rivolta al Parlamento Ue e al Consiglio.

Si tratta del 5° Africa-Eu Summit dopo quelli de “Il Cairo” (2000), Lisbona (2007) e Tripoli (2010), Bruxelles (2014) a cui si è aggiunto il summit sulle migrazioni del novembre 2015 a La Valletta.

L’incontro avrà un valore significativo perché permetterà di fare il punto sulle relazioni tra i due continenti a dieci anni dal lancio della “Joint Africa-Eu Strategy” adottata nel 2007. Continua a leggere

Macron e la guerra francese nel Sahel. Il nuovo presidente e la pesante eredità di Hollande

Passata l’euforia per la vittoria elettorale, Macron si trova a raccogliere la pesante eredità di Hollande che riconsegna al neo-eletto presidente francese un Paese fortemente impegnato militarmente nel mondo ed, in particolare, in Africa.

La più imponente missione dell’esercito francese attualmente in corso – fuori dal territorio nazionale – è infatti in corso nel Sahel. Continua a leggere