Archivi categoria: recensioni

“In God’s country”. La fede dell’Africa in mostra a Milano

“Chiunque abbia trascorso un certo periodo nel continente africano o l’abbia semplicemente visitato con uno sguardo attento e capace di meraviglia, è stato senz’altro colpito da come il senso del sacro, del mistero e del divino sia ben vivo e presente in tutte le culture e strati sociali”.

Il missionario Claudio Zuccala, superiore della comunità di Treviglio (Be) dei Padri Bianchi, spiega così l’origine della mostra fotografica “In God’s Country” realizzata da “Africa” la rivista della congregazione.

La mostra sarà inaugurata sabato 11 novembre, alle 18, allo Spazio Farini presso la Fabbrica del Vapore dove resterà esposta fino al 19 novembre. 

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Ambaradan: on-line il corto sul Nero Nazi presentato a Venezia

La prima volta che Amin Nour mi ha parlato del progetto di un cortometraggio su un “Nero Nazi” (come lo definisce lui) eravamo a Verona in un albergo. Era la prima volta che ci incontravamo, ma ricordo il suo entusiasmo nel voler raccontare la storia di questo giovane ragazzo della periferia romana che si ritrova, come molti altri suoi coetanei, a vivere sospeso (o, forse, sarebbe meglio dire intrappolato) in un contesto sociale di estremismi crescenti, stretto tra il suo sentirsi italiano e una società pronta a gettagli in faccia, ad ogni possibile occasione, il suo essere diverso. Tanto da diventare lui stesso razzista. Continua a leggere

“Il Grande futuro”,
il libro nato guardando negli occhi un giovane Al-Shabaab

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“Più passavo il tempo a guardarlo negli occhi, l’unica parte non coperta del suo viso, più mi rendevo conto che lui, quello che mi era sempre stato descritto come il nemico, era simile a me. Quasi uno specchio in cui vedere me stesso”.

E’ nello sguardo di un giovane ex combattente di Al Shabaab, incontrato al confine tra Kenya e Somalia, che nella mente dello scrittore Giuseppe Catozzella si è accesa la scintilla divampata nel suo nuovo romanzo: “Il grande futuro”, edito da Feltrinelli. (261 pag. 16 euro) Continua a leggere

“Africa in Volo”
Una mostra per cambiare
prospettiva sul continente

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“Africa in Volo” è questo il titolo della nuova mostra proposta dalla rivista Africa e allestita, fino al 6 dicembre, a La Fabbrica del Vapore di Milano. (Sfoglia il catalogo).

Quarantadue scatti accomunati da un unico punto di vista: la terra vista dal cielo. Immagini che raccontano non solo la maestosità dei grandi spazi, ma anche la vita quotidiana di un continente in grande fermento e trasformazione. Continua a leggere

“Germogli recisi”. Un film d’animazione per raccontare il dramma dei bambini soldato

Germogli RecisiUn cartone animato per raccontare il dramma dei bambini soldato. Una storia vecchia, ma al tempo stesso – purtroppo – terribilmente attuale se è vero, come ha recentemente denunciato l’Unicef, che attualmente sono 250 mila i minori nel mondo costretti quotidianamente a sparare ed uccidere.

E’ questa l’ultima fatica in cui si sta cimentando Kossi Komla-Ebri, scrittore e medico nato in Togo, ma italiano d’adozione. Il cortometraggio di animazione dal titolo “Germogli Recisi” si ispira infatti ad un suo racconto pubblicato nel 2007.

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Politica, graffitismo e street art nella Tunisia di oggi

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“I muri di Tunisi. Segni di rivolta” è un progetto – a cui potete contribuire tramite la piattaforma di crowdfunding produzionidalbasso.com – destinato a diventare un libro nella primavera 2015. Il volume – curato da Exorma Edizioni – rappresenta una lettura originale del complesso periodo di “transizione” della Tunisia tra la rivoluzione del 2011 e le elezioni del 2014, con le sue trasformazioni e contraddizioni.

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Libri: un’occasione per riscoprire Moussa Konaté, il “Maigret d’Africa”

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È stato definito dalla critica il “Maigret d’Africa”, ma Moussa Konaté, scrittore del Mali, tradotto in pochissimi volumi in italiano, forse più abilmente del suo predecessore francese è riuscito a rendere l’atmosfera dell’ambientazione dei suoi romanzi.

Moussa-Konate (dal web)

Moussa-Konate (dal web)

Scomparso lo scorso novembre , Moussa Konaté (Kita 1951 – Limoges 30 novembre 2013), ha insegnato alla École Normale Supérieure di Bamako ed è stato il direttore della Association Étonnants Voyageurs Afrique (Amazing Travellers Africa Association) e, insieme a Michel Le Bris, l’organizzatore del Festival Étonnants Voyageurs, una fiera libraria internazionale.

I suoi gialli immergono nella cultura africana, nella quotidianità delle relazioni, danno piccoli assaggi delle superstizioni, della mentalità, dei gesti.

In “L’assassino di Banconi” (Del Vecchio editore, 2010) l’autore presenta la sua coppia investigativa, il commissario Habib e l’ispettore Sosso, alle prese con un delitto nel mezzo del quartiere periferico di Banconi nella capitale Bamako.

All’inizio i delitti sembrano collegati in modo atipico e lasciano spiazzati i due poliziotti, che oltre a far luce sulla vicenda si devono muovere con attenzione per non “schiacciare i piedi” ai personaggi di spicco del quartiere.

Il romanzo tiene con il fiato sospeso fino in fondo e regala proprio un piccolo spaccato della vita del quartiere povero di una grande città, della superstizione popolare, della gerarchia non solo istituzionale, ma anche famigliare e di casta.

BENEDETTA MUSUMECI per Africaeuropa

* Ci auguriamo che il primo anniversario della sua morte (il prossimo 30 novembre) possa essere per molti l’occasione per riscoprirne la figura, nella speranza che qualche editore voglia ripubblicarne le opere, non sempre facili da trovare.

Mezzo pieno o mezzo vuoto? Serve realismo per raccontare l’Africa in movimento

bicchiereIl dibattito tra afrottimisti e afropessimisti è vecchio quanto il dilemma sul bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, sulla nascita dell’uovo o della gallina.

3d39ab6cover25089A fare piazza pulita di queste visioni e a riconsegnare le dinamiche africane ad un realismo più adeguato a raccontarne la complessità e le sfumature, arriva in Italia il libro Africa, un continente in movimento (Il Mulino, 180 pagine, 18 euro) scritto a quattro mani da due economisti italiani, Federico Bonaglia e Lucia Wegner.

Quella che percorrono gli autori è una terza via – afrorealista – che partendo dall’analisi dei dati prova a  “comporre una narrativa sull’Africa meglio corrispondente alla realtà”, sfidando un afropessimismo “per molti versi, inaccurato e obsoleto”.

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Tornano gli “Imbarazzismi”: Leggere oltre i pregiudizi con Kossi Komla-Ebri

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"Imbarazzismi di Kossi Komla-Ebri. Edizioni SUI

La copertina di “Imbarazzismi”           di Kossi Komla-Ebri.                               Edizioni SUI

“Ogni nero che vive in Italia ha un proprio ricco repertorio di imbarazzismi. Questo fortunato neologismo, ideato da Kossi Komla-Ebri, sta a indicare situazioni che non rientrano nei casi di discriminazione crudele, violenta o quantomeno intenzionale, ma si tratta di episodi di razzismo di piccolo calibro, che avvengono senza che il loro autore se ne sia reso propriamente conto. L’imbarazzismo, come una gaffe sconveniente, crea disagio. Come un lapsus freudiano, svela giudizi e pregiudizi rimossi. Ma per quanto ciascuno di questi episodi non sia grave, gli imbarazzismi feriscono le loro vittime, perché sono quotidiani e perché illustrano una mentalità diffusa popolata di stereotipi. Come superarla? Il primo passo per sconfiggere i pregiudizi è quello di saperli riconoscere. Bisogna ammettere che ciascuno di noi ne ha diversi, quindi dobbiamo imparare a vederli e poi essere disposti a rivederli, ampliando le nostre conoscenze e mettendoli a confronto con la realtà dei fatti. Questa raccolta di aneddoti divertenti, amari e folgoranti ci aiuta a smascherare l’etnocentrismo e gli stereotipi con ironia, un’arma gentile ma efficace contro il razzismo latente”. Continua a leggere

“Non dirmi che hai paura” di dare un volto alle storie senza nome del mediterraneo

“Mi chiedo quale nome ti ha dato, la tua mamma preziosa…perché io non posso sopportare che tu venga chiamato numero 92”.

foto del Museo delle Migrazioni di Lampedusa e Linosa

foto del Museo delle Migrazioni di Lampedusa e Linosa (www.museodellemigrazioni.com)

Il grido della poetessa eritrea, Selem Kidane, si alza di fronte ai morti senza nome del Mediterraneo: oltre 19mila persone scomparse, negli ultimi vent’anni, nel tentativo di raggiungere l’Europa secondo quanto riportato dal blog Fortress Europe.
Numeri imponenti di una tragedia di fronte alla quale rischiamo di perdere il senso dei singoli volti, delle storie e dei sogni di quanti  continuano anche oggi ad affidarsi al Viaggio (con la “v” maiuscola), per inseguire un futuro migliore. Continua a leggere