Cinque domande al ministro degli “esteri” Marco Minniti sulla Libia e i migranti

Ho impiegato un po’ di giorni a trovare il tempo di prendere in mano con calma la dichiarazione conclusiva pubblicata al termine dell’incontro che, il 20 marzo scorso, ha visto nascere a Roma il nuovo Gruppo di Contatto per il Mediterraneo Centrale.

Dichiarazione di Intenti

Si tratta dell’ennesimo tassello della politica portata avanti dal ministro italiano Marco Minniti sulla scia del Consiglio europeo de La Valletta del 3 febbraio e sui precedenti incontri con il governo insediato a Tripoli. In Italia si sono riuniti i ministri degli interni di Austria, Germania, Italia, Libia, Malta, Slovenia, Svizzera, Tunisia, insieme al Commissario europeo per le Migrazioni, gli Affari interni e la Cittadinanza, Dimitris Avramopoulos.

Dalla lettura sono emerse queste cinque semplici domande (volutamente retoriche). Continua a leggere

“Dove pulsa il futuro”. A Milano il meglio del cinema africano

Prenderà il via il prossimo 19 marzo a Milano la 27ª edizione del Festival del cinema africano, d’Asia e America Latina (FCAAL).

Ad inaugurare la rassegna, in programma fino al 26 marzo, sarà il film documentario “I am not your negro” di Raoul Peck – candidato dall’Oscar come miglior documentario – che sarà presentato dallo stesso regista lunedì 20 marzo, alle 20.30, all’Auditorium San Fedele. Continua a leggere

Ricorso alla Corte Europea dei Diritti umani per i rimpatri dall’Italia verso il Sudan

Cinque cittadini sudanesi provenienti dal Darfur, vittime del rimpatrio eseguito il 24 agosto 2016 dall’Italia, hanno presentato ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani per chiedere l’accertamento dell’illegittimità del comportamento del Governo italiano ai sensi della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo ed il risarcimento dei danni determinati dallo stesso.

La vicenda, da cui origina il ricorso, segue la sottoscrizione dell’accordo di polizia tra il Capo della Polizia italiana, Franco Gabrielli, ed il Capo della Polizia Nazionale del Ministero dell’Interno sudanese del 3 agosto 2016, uno dei tanti accordi amministrativi siglati dall’Italia per semplificare la riammissione di cittadini di paesi terzi in condizioni ritenute non regolari.  Continua a leggere

Summit di Malta: pronti a dare luce verde al “muro” Europeo

JOE KLAMAR/AFP

Quelli che ci attendono saranno giorni decisivi per il futuro delle politiche migratorie dell’Unione europea e, di conseguenza, per la sorte di migliaia di migranti già in viaggio verso l’Europa.

Venerdì 3 febbraio i capi di stato e di governo riuniti a Malta per un Consiglio europeo informale saranno chiamati a dare luce verde al nuovo piano per il blocco dei migranti lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Continua a leggere

“Cosa pensi se ti dico Africa?”

Qual è la prima parola che vi viene in mente se dico Africa?”.

E’ questa la domanda che alcune settimane fa ho posto ad alcune classi di un liceo di provincia. Un campione certamente non rappresentativo dei giovani liceali italiani, ma quanto basta per maturare una riflessione che mi sento di condividere con gli amici africani e con quanti, pur in ambiti diversi, si interessano di Africa. Continua a leggere

Cinque Paesi africani vietano l’importazione di “carburanti sporchi” prodotti in Europa

- Dirty Diesel report, page 18: In the overwhelming heat and humidity of the Ghanaian capital, Accra, traffic jams persist at all hours of the day. East Legon Road, Accra, Ghana, June 2016 | © Carl De Keyzer – Magnum

– Dirty Diesel report, © Carl De Keyzer – Magnum

Una buona notizia per la salute di 250 milioni di africani. Lo scorso 1° dicembre ad Abuja i rappresentanti di cinque stati dell’Africa occidentale – Nigeria, Benin, Togo, Ghana e Costa d’Avorio – hanno sottoscritto un accordo per vietare l’importazione dei cosiddetti “dirty fuels” (carburanti sporchi) provenienti dall’Europa.

Si tratta di prodotti la cui vendita è vietata nei Paesi dell’Unione europea a causa dell’alta concentrazione di inquinanti che vengono, invece, liberamente esportati nei Paesi africani, approfittando dei più bassi standard di sicurezza. Continua a leggere

Raggiunto l’accordo UE
sui conflict minerals.
Le critiche di FOCSIV e CIDSE

Miniera di Coltan in Repubblica Democratica del Congo

Miniera di Coltan in Repubblica Democratica del Congo

L’Unione Europea ha compiuto un timido, ma positivo passo verso una maggiore trasparenza del commercio europeo dei minerali.

I parlamentari europei hanno concluso, dopo mesi, i negoziati sulla nuova legge sui cosiddetti “conflict minerals”, un Regolamento che ha lo scopo di garantire che i minerali che entrano nell’Unione Europea non vengano estratti in situazioni di conflitti o violazioni di diritti umani.

Alcune imprese europee coinvolte nel commercio dei minerali saranno, per la prima volta, obbligate  ad adottare misure per evitare che la propria filiera produttiva sia collegata ai conflict minerals; tuttavia, una serie di concessioni e scappatoie dell’ultimo minuto potrebbero minare l’impatto del Regolamento, permettendo di esonerare un gran numero di imprese dalla normativa. Continua a leggere

L’Italia cresce in Africa.
Il vice ministro Mario Giro:
“Se non ora quando?”

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Quando si parla di relazioni tra l’Italia e il continente africano, Mario Giro, è da considerarsi più di una semplice persona informata sui fatti. Non solo perché dal 29 gennaio 2016 è vice ministro degli Esteri con delega alla Cooperazione Internazionale, ma perché da oltre due decenni intrattiene relazioni personali ed istituzionali (importante il suo ruolo di mediatore per la Comunità di S. Egidio) con leader politici e della società civile sulle due sponde del Mar Mediterraneo. Nei giorni scorsi ha affidato a Facebook questa nota.

15107264_10155570852328306_4731058450755897565_nA parte una certa retorica – presente più nell’immagine scelta che non nel testo (ho sempre un po’ di orticaria quando vedo usare la parola “salvare” associata all’Africa…) – crediamo sia un punto di vista interessante per capire il cambio di prospettiva e di coinvolgimento dell’Italia nei confronti del continente africano, come dimostra l’aumento costante degli investimenti diretti esteri e un approccio di cooperazione che punta alla creazione di di posti di lavoro. Per questo buona lettura!
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Il ministro Gentiloni in Niger, Mali e Senegal: l’impegno europeo per fermare i migranti

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Continua il viaggio dei leader europei nei Paesi al centro dei nuovi accordi di partenariato tra l’Unione europea e l’Africa con l’obiettivo di frenare il flusso di migranti diretti verso l’Europa. Il ministro degli esteri Paolo Gentiloni ha fatto tappa, il 10 e 11 novembre, in Niger, Mali e Senegal, insieme al sottosegretario agli Interni Manzione, e ai responsabili della Commissione Ue per gli accordi sull’immigrazione con l’Africa.

“L’obiettivo – ha spiegato Gentiloni sulla sua pagina fb – è sia di aiutare lo sviluppo di questi paesi per combattere le cause delle migrazioni, sia di collaborare per ridurre i flussi e sottrarli al controllo dei trafficanti”. Continua a leggere

La missione di Merkel l’africana:
nel Sahel per salvare l’Ue
(e se stessa). Irritando Parigi

 

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Per capire quanto la questione migratoria ed, in particolare, il flusso dei migranti dall’Africa pesi sul futuro politico dell’Unione europea e dei suoi stati membri, alle prese con importanti vigilie elettorali (Francia e Germania in testa), è sufficiente cogliere l’inaspettato dinamismo diplomatico della cancelliera tedesca Angela Merkel nella regione africana del Sahel.

Perché se è vero che dal maggio 2014 con l’approvazione di una nuova strategia per l’Africa, Berlino ha rilanciato il suo ruolo politico ed economico nel continente, è fuori di dubbio che quanto avvenuto nella settimana dal 10 al 16 ottobre abbia dell’eccezionale. Continua a leggere