Archivi tag: Africa

Summit di Malta: pronti a dare luce verde al “muro” Europeo

JOE KLAMAR/AFP

Quelli che ci attendono saranno giorni decisivi per il futuro delle politiche migratorie dell’Unione europea e, di conseguenza, per la sorte di migliaia di migranti già in viaggio verso l’Europa.

Venerdì 3 febbraio i capi di stato e di governo riuniti a Malta per un Consiglio europeo informale saranno chiamati a dare luce verde al nuovo piano per il blocco dei migranti lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Continua a leggere

“Cosa pensi se ti dico Africa?”

Qual è la prima parola che vi viene in mente se dico Africa?”.

E’ questa la domanda che alcune settimane fa ho posto ad alcune classi di un liceo di provincia. Un campione certamente non rappresentativo dei giovani liceali italiani, ma quanto basta per maturare una riflessione che mi sento di condividere con gli amici africani e con quanti, pur in ambiti diversi, si interessano di Africa. Continua a leggere

Il ministro Gentiloni in Niger, Mali e Senegal: l’impegno europeo per fermare i migranti

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Continua il viaggio dei leader europei nei Paesi al centro dei nuovi accordi di partenariato tra l’Unione europea e l’Africa con l’obiettivo di frenare il flusso di migranti diretti verso l’Europa. Il ministro degli esteri Paolo Gentiloni ha fatto tappa, il 10 e 11 novembre, in Niger, Mali e Senegal, insieme al sottosegretario agli Interni Manzione, e ai responsabili della Commissione Ue per gli accordi sull’immigrazione con l’Africa.

“L’obiettivo – ha spiegato Gentiloni sulla sua pagina fb – è sia di aiutare lo sviluppo di questi paesi per combattere le cause delle migrazioni, sia di collaborare per ridurre i flussi e sottrarli al controllo dei trafficanti”. Continua a leggere

“Africa in Volo”
Una mostra per cambiare
prospettiva sul continente

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“Africa in Volo” è questo il titolo della nuova mostra proposta dalla rivista Africa e allestita, fino al 6 dicembre, a La Fabbrica del Vapore di Milano. (Sfoglia il catalogo).

Quarantadue scatti accomunati da un unico punto di vista: la terra vista dal cielo. Immagini che raccontano non solo la maestosità dei grandi spazi, ma anche la vita quotidiana di un continente in grande fermento e trasformazione. Continua a leggere

“Anche le immagini uccidono”:
gli africani dicono basta
alla pornografia del dolore

 

“Anche le immagini uccidono”. E’ questo il titolo della campagna lanciata dalla Redani (la Rete della Diaspora Africana Nera in Italia) per dire basta alla “pornografia del dolore”. La presentazione ufficiale è avvenuta questa mattina a Roma, nella sala stampa della Camera dei deputati. Una data non casuale: oggi ricorre, infatti, la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”. Questo è il video curato dal regista Dagmawi Yimer.

L’obiettivo dei promotori è sensibilizzare l’opinione pubblica e coinvolgere le istituzioni su un tema delicato: l’uso indiscriminato delle immagini da parte delle associazioni e organizzazioni non governative per la raccolta fondi da destinare agli aiuti umanitari e alla solidarietà internazionale.

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Il logo della campagna – volutamente senza immagini

“Periodicamente – spiegano dalla Redani – in concomitanza con le festività natalizie e pasquali, vengono realizzate campagne promozionali dallo stile pressoché identico: ritratti di bambini africani, fortemente denutriti, dal respiro ansimante, lo stomaco gonfio, lo sguardo vuoto, spot che hanno il solo scopo di speculare sulla sofferenza”. Una campagna che non vuole però limitarsi alla denuncia, ma provare ad andare oltre “la sterile polemica” con il “desiderio di avanzare proposte che coinvolgano gli attori sociali e le istituzioni impegnate nel terzo settore”.

Per farlo è stata creata una pagina facebook “Anche le immagini uccidono” e l’hashtag #ancheleimmaginiuccidono.

Per l’occasione è stata lanciata anche una petizione alla presidente della Camera, Laura Boldrini. Firma la petizione.

Per saperne di più http://ancheleimmaginiuccidono.org/

 

Caro presidente Hollande
la Francia era già in guerra
nel cuore dell’Africa

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Forse non tutti lo sanno, ma la più grande operazione militare dell’esercito francese – attualmente in corso –  non è quella contro l’Isis in Siria. Perché, con buona pace delle recenti dichiarazioni presidente Hollande, da quasi tre anni, dall’intervento militare in Mali, la Francia è impegna militarmente nella regione africana del Sahel con l’obiettivo di combattere il terrorismo (qui un interessante articolo della rivista Africa sul tema) e di stabilizzare una regione ritenuta, per diversi motivi, strategica per il Paese. La Francia dunque era già “in guerra”.

Si tratta dell’Operazione Barkhane che vede impegnati 3.500 soldati francesi dispiegati su un territorio esteso per migliaia di chilometri quadrati: dalla Mauritania al Ciad, passando per Mali, Burkina Faso e Niger. Una presenza ingente di uomini e mezzi: 17 elicotteri, 8 aerei da combattimento, 200 blindati e altri 200 veicoli per il trasporto logistico.

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Oltre il Crocoburger c’è di più: un bilancio della presenza africana ad Expo 2015

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Per molti, in Italia, la partecipazione dei Paesi africani ad Expo è stata ridotta a qualche articolo di colore sul “Crocoburger”, l’hamburger di coccodrillo che poteva essere degustato nel padiglione dello Zimbabwe, o alle immagini di balli tradizionali lungo il Decumano dell’esposizione universale. Ma la presenza dell’Africa tra i padiglioni di Rho – con i suoi 39 Paesi rappresentati – è stata molto di più. Una realtà che merita di essere conosciuta e approfondita anche ora che mancano poche settimane alla chiusura della rassegna. Per cercare di tracciare un bilancio di questi sei mesi Africaeuropa ha incontrato Prosper Nkenfack, direttore di Afriknow, un portale che – in questi sei mesi – ha provato a raccontare, dal di dentro, il lato africano di Expo. Al suo fianco, durante questa nostra chiacchierata, il vice-direttore André Basile Noumbissi.

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Minerali insanguinati:
a due mesi dal voto l’Europa
può fare marcia indietro

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Quale sarà il destino della normativa europea sui minerali provenienti dalle aree di conflitto? Ce lo chiediamo a due mesi di distanza dal voto del Parlamento europeo che, il 20 maggio scorso, ha approvato – in prima lettura – alcuni emendamenti alla risoluzione presentata dalla Commissione che introducono l’obbligo della “Due Diligence” (diligenza dovuta) per le 800.000 imprese dell’UE che utilizzano stagno, tungsteno, tantalio e oro nella fabbricazione di prodotti di consumo.

In pratica, se la risoluzione dovesse essere approvata anche dal Consiglio dell’Unione europea, diventando a tutti gli effetti legge dell’UE, le compagnie che utilizzano minerali provenienti da zone di conflitto saranno obbligate a dimostrare – ottenendo un’apposita certificazione – il rispetto della responsabilità nella propria catena di approvvigionamento secondo le linee guida dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).

Per saperne di più in vista del pronunciamento del Consiglio dell’Ue Africaeuropa ne ha parlato con Frédéric Triest, vice segretario esecutivo di EurAc, una rete di 41 ONG impegnate in Africa centrale.

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L’Europa malata e le ricette di sviluppo per curare l’Africa

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Cosa ha da dare questa Europa all’Africa e agli altri Paesi in via di sviluppo?

Non è la prima volta che mi pongo questa domanda pensando ai tanti dibattiti che, in questi anni, si sono moltiplicati sul tema degli aiuti allo sviluppo. Un argomento particolarmente sentito in un continente che continua ad essere il principale donatore del mondo:  se guardiamo al 2013, nel suo insieme, l’Unione europea e i suoi Stati membri, hanno fornito oltre metà di quello che l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) definisce “aiuto pubblico allo sviluppo”. Per un valore complessivo di 56,5 miliardi di euro; una cifra pari a circa lo 0,43% del Pil europeo.

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Lotta al terrorismo: le contraddizioni della guerra francese in Africa

 

Soldati francesi impegnati nel Sahel

Soldati francesi impegnati nel Sahel

Forse non tutti lo sanno, ma la più grande operazione militare dell’esercito francese – attualmente in corso –  ha come teatro la regione africana del Sahel e come obiettivo il contrasto al terrorismo. Si tratta dell’Operazione Barkhane che vede impegnati 3 mila soldati francesi dispiegati su un territorio esteso per migliaia di chilometri quadrati: dalla Mauritania al Ciad, passando per Mali, Burkina Faso e Niger.

La missione, lanciata ufficialmente il 1° agosto del 2014, ha raccolto l’eredità di due precedenti operazioni condotte dalla Francia in Mali e in Ciad, denominate rispettivamente Operation Serval e Épervier.

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