Archivi tag: Africa

Minerali insanguinati:
a due mesi dal voto l’Europa
può fare marcia indietro

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Quale sarà il destino della normativa europea sui minerali provenienti dalle aree di conflitto? Ce lo chiediamo a due mesi di distanza dal voto del Parlamento europeo che, il 20 maggio scorso, ha approvato – in prima lettura – alcuni emendamenti alla risoluzione presentata dalla Commissione che introducono l’obbligo della “Due Diligence” (diligenza dovuta) per le 800.000 imprese dell’UE che utilizzano stagno, tungsteno, tantalio e oro nella fabbricazione di prodotti di consumo.

In pratica, se la risoluzione dovesse essere approvata anche dal Consiglio dell’Unione europea, diventando a tutti gli effetti legge dell’UE, le compagnie che utilizzano minerali provenienti da zone di conflitto saranno obbligate a dimostrare – ottenendo un’apposita certificazione – il rispetto della responsabilità nella propria catena di approvvigionamento secondo le linee guida dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).

Per saperne di più in vista del pronunciamento del Consiglio dell’Ue Africaeuropa ne ha parlato con Frédéric Triest, vice segretario esecutivo di EurAc, una rete di 41 ONG impegnate in Africa centrale.

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L’Europa malata e le ricette di sviluppo per curare l’Africa

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Cosa ha da dare questa Europa all’Africa e agli altri Paesi in via di sviluppo?

Non è la prima volta che mi pongo questa domanda pensando ai tanti dibattiti che, in questi anni, si sono moltiplicati sul tema degli aiuti allo sviluppo. Un argomento particolarmente sentito in un continente che continua ad essere il principale donatore del mondo:  se guardiamo al 2013, nel suo insieme, l’Unione europea e i suoi Stati membri, hanno fornito oltre metà di quello che l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) definisce “aiuto pubblico allo sviluppo”. Per un valore complessivo di 56,5 miliardi di euro; una cifra pari a circa lo 0,43% del Pil europeo.

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Lotta al terrorismo: le contraddizioni della guerra francese in Africa

 

Soldati francesi impegnati nel Sahel

Soldati francesi impegnati nel Sahel

Forse non tutti lo sanno, ma la più grande operazione militare dell’esercito francese – attualmente in corso –  ha come teatro la regione africana del Sahel e come obiettivo il contrasto al terrorismo. Si tratta dell’Operazione Barkhane che vede impegnati 3 mila soldati francesi dispiegati su un territorio esteso per migliaia di chilometri quadrati: dalla Mauritania al Ciad, passando per Mali, Burkina Faso e Niger.

La missione, lanciata ufficialmente il 1° agosto del 2014, ha raccolto l’eredità di due precedenti operazioni condotte dalla Francia in Mali e in Ciad, denominate rispettivamente Operation Serval e Épervier.

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Non dimentichiamo gli “Ebola Fighters”, sono loro a pagare il prezzo più caro. Anche per noi.

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Gli “Ebola fighters” sono secondo la rivista Time le persone dell’anno 2014. Un riconoscimento –  certamente tardivo e non univoco –  degli sforzi messi in atto fin dall’origine dell’epidemia da parte del personale sanitario locale ed internazionale. A pagare il prezzo più caro sono, soprattutto, i medici e gli infermieri africani: ne sono già deceduti 329 dall’inizio dell’epidemia, ma nonostante questo continuano il loro lavoro, spesso malpagato e senza le attrezzature necessarie.

Vi proponiamo la riflessione del dottor Italo Nessi di CUAMM – Medici con l’Africa.

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Quando l’Europa si divideva su Mandela: eroe o terrorista?

Murales dedicato a Mandela (Milano) - realizzato da Ivan

Murales dedicato a Mandela (Milano) – realizzato da Ivan

Chissà se il premier britannico David Cameron si ricorda ancora di quel viaggio in Sudafrica. Era il 1989, l’anno del suo ventitreesimo compleanno, quando il futuro leader conservatore arrivò nel Paese che ancora non aveva abbandonato l’apartheid come componente di una “missione d’indagine”. A pagare la trasferta fu lo Strategy Network International, lobby che si batteva per rimuovere le sanzioni internazionali imposte contro il regime razzista.

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Verso il 3 ottobre. Non solo commemorazioni, facciamo lo sforzo di capire le migrazioni

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Mancano pochi giorni al 3 ottobre primo anniversario della tragedia di Lampedusa che, con le sue 368 vittime, è divenuta il simbolo di tutte le morti del Mediterraneo (oltre 22 mila dal 2000 – dati IOM).

In varie parti d’Italia e d’Europa sono in programma iniziative di commemorazione per quella che è stata ribattezzata la “Prima giornata della Memoria e dell’Accoglienza”.

Da parte del “Comitato 3 Ottobre”, anima dell’ iniziativa, è arrivato l’invito a fare di questo giorno un’occasione di impegno, per andare oltre il semplice, seppur doveroso ricordo.

Anche noi di Africaeuropa vogliamo fare la nostra parte offrendo un contributo che sia soprattutto di riflessione su un tema troppo spesso banalizzato come quello delle migrazioni.

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«L’Occidente non esporti nel mondo la sua crisi di valori». Dall’Africa può venire un aiuto, ma l’Europa sappia ascoltare

 

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“La cosa più grave è che si sta perdendo il senso di un rapporto vitale tra l’uomo e Dio e perdendo questo legame perdiamo il senso dell’uomo, della sua dignità, il valore stesso della vita”. Una crisi di valori e di fede che “l’Occidente con la sua potenza tecnologica, mediatica, militare, sta trasportando nel mondo intero”.

Risponde così ad africaeuropa il card. Robert Sarah quando gli si chiede quale sia la sfida più grande che attende il mondo moderno. Nato in Guinea Conakry nel 1945 il cardinal Sarah è dall’ottobre 2010 presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, istituito da Papa Paolo VI nel 1971 per essere strumento della carità del Papa. Tra i compiti di Cor Unum ci sono anche la gestione della Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel, istituita nel 1984 per la lotta contro la siccità e la desertificazione, e la Fondazione “Populorum Progressio”, creata nel 1992, al servizio delle popolazioni indigene, meticce, afroamericane e contadine povere d’America Latina e del Caribe.

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Laporte (ECDPM) e l’Eu-Africa Summit/1: “La sfida più grande? Creare lavoro in Africa”

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“Secondo alcuni studi demografici, entro il 2050, l’Africa avrà 2 miliardi di abitanti – l’Europa 500 milioni – e con la crescita della popolazione crescerà anche il bisogno di lavoro. Questa credo sia la sfida più grande che attende il continente, anche se spesso non viene menzionata tra le priorità”.

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Approvata (con ritardo) la missione Ue in Repubblica Centrafricana. Basterà?

Van Rompuy con Pres. CARDopo mesi di attesa e di rinvii il via libera ufficiale alla missione dell’Unione europea in Repubblica Centrafricana (EUFOR RCA) è arrivato, mercoledì 2 aprile, a margine della prima giornata dell’Eu-Africa Summit in corso a Bruxelles. La sorpresa, se di sorpresa si può parlare, è che il contingente sarà leggermente meno numeroso rispetto a quanto dichiarato fino a ieri dalla stessa Unione europea: saranno infatti 800 (e non mille) i soldati dispiegati a partire dalle prossime settimane a Bangui.

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Verso il Summit di Bruxelles: quella “partnership” da costruire tra Davide e Golia

Questo è il video realizzato, nei mesi scorsi, per presentare la partnership tra Unione europea e Unione africana in vista del prossimo Eu-Africa Summit di aprile a Bruxelles.

Un video – certamente ben fatto – di fronte al quale viene, però, da chiedersi quanto queste immagini raccontino, realmente, quella che è oggi la relazione tra i due continenti? Una relazione certamente complessa dove non mancano esperienze di reale collaborazione e crescita comuni, ma dove – ancora troppe – sono le criticità e le zone d’ombra.

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