Archivi tag: Africa

Caro presidente Hollande
la Francia era già in guerra
nel cuore dell’Africa

12194695_931918886853837_8070886313717154699_o

Forse non tutti lo sanno, ma la più grande operazione militare dell’esercito francese – attualmente in corso –  non è quella contro l’Isis in Siria. Perché, con buona pace delle recenti dichiarazioni presidente Hollande, da quasi tre anni, dall’intervento militare in Mali, la Francia è impegna militarmente nella regione africana del Sahel con l’obiettivo di combattere il terrorismo (qui un interessante articolo della rivista Africa sul tema) e di stabilizzare una regione ritenuta, per diversi motivi, strategica per il Paese. La Francia dunque era già “in guerra”.

Si tratta dell’Operazione Barkhane che vede impegnati 3.500 soldati francesi dispiegati su un territorio esteso per migliaia di chilometri quadrati: dalla Mauritania al Ciad, passando per Mali, Burkina Faso e Niger. Una presenza ingente di uomini e mezzi: 17 elicotteri, 8 aerei da combattimento, 200 blindati e altri 200 veicoli per il trasporto logistico.

Continua a leggere

Oltre il Crocoburger c’è di più: un bilancio della presenza africana ad Expo 2015

africaday3

Per molti, in Italia, la partecipazione dei Paesi africani ad Expo è stata ridotta a qualche articolo di colore sul “Crocoburger”, l’hamburger di coccodrillo che poteva essere degustato nel padiglione dello Zimbabwe, o alle immagini di balli tradizionali lungo il Decumano dell’esposizione universale. Ma la presenza dell’Africa tra i padiglioni di Rho – con i suoi 39 Paesi rappresentati – è stata molto di più. Una realtà che merita di essere conosciuta e approfondita anche ora che mancano poche settimane alla chiusura della rassegna. Per cercare di tracciare un bilancio di questi sei mesi Africaeuropa ha incontrato Prosper Nkenfack, direttore di Afriknow, un portale che – in questi sei mesi – ha provato a raccontare, dal di dentro, il lato africano di Expo. Al suo fianco, durante questa nostra chiacchierata, il vice-direttore André Basile Noumbissi.

Continua a leggere

Minerali insanguinati:
a due mesi dal voto l’Europa
può fare marcia indietro

mani

Quale sarà il destino della normativa europea sui minerali provenienti dalle aree di conflitto? Ce lo chiediamo a due mesi di distanza dal voto del Parlamento europeo che, il 20 maggio scorso, ha approvato – in prima lettura – alcuni emendamenti alla risoluzione presentata dalla Commissione che introducono l’obbligo della “Due Diligence” (diligenza dovuta) per le 800.000 imprese dell’UE che utilizzano stagno, tungsteno, tantalio e oro nella fabbricazione di prodotti di consumo.

In pratica, se la risoluzione dovesse essere approvata anche dal Consiglio dell’Unione europea, diventando a tutti gli effetti legge dell’UE, le compagnie che utilizzano minerali provenienti da zone di conflitto saranno obbligate a dimostrare – ottenendo un’apposita certificazione – il rispetto della responsabilità nella propria catena di approvvigionamento secondo le linee guida dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).

Per saperne di più in vista del pronunciamento del Consiglio dell’Ue Africaeuropa ne ha parlato con Frédéric Triest, vice segretario esecutivo di EurAc, una rete di 41 ONG impegnate in Africa centrale.

Continua a leggere

L’Europa malata e le ricette di sviluppo per curare l’Africa

CrisisReport2013_610

Cosa ha da dare questa Europa all’Africa e agli altri Paesi in via di sviluppo?

Non è la prima volta che mi pongo questa domanda pensando ai tanti dibattiti che, in questi anni, si sono moltiplicati sul tema degli aiuti allo sviluppo. Un argomento particolarmente sentito in un continente che continua ad essere il principale donatore del mondo:  se guardiamo al 2013, nel suo insieme, l’Unione europea e i suoi Stati membri, hanno fornito oltre metà di quello che l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) definisce “aiuto pubblico allo sviluppo”. Per un valore complessivo di 56,5 miliardi di euro; una cifra pari a circa lo 0,43% del Pil europeo.

Continua a leggere

Lotta al terrorismo: le contraddizioni della guerra francese in Africa

 

Soldati francesi impegnati nel Sahel

Soldati francesi impegnati nel Sahel

Forse non tutti lo sanno, ma la più grande operazione militare dell’esercito francese – attualmente in corso –  ha come teatro la regione africana del Sahel e come obiettivo il contrasto al terrorismo. Si tratta dell’Operazione Barkhane che vede impegnati 3 mila soldati francesi dispiegati su un territorio esteso per migliaia di chilometri quadrati: dalla Mauritania al Ciad, passando per Mali, Burkina Faso e Niger.

La missione, lanciata ufficialmente il 1° agosto del 2014, ha raccolto l’eredità di due precedenti operazioni condotte dalla Francia in Mali e in Ciad, denominate rispettivamente Operation Serval e Épervier.

Continua a leggere

Non dimentichiamo gli “Ebola Fighters”, sono loro a pagare il prezzo più caro. Anche per noi.

ebola5

Gli “Ebola fighters” sono secondo la rivista Time le persone dell’anno 2014. Un riconoscimento –  certamente tardivo e non univoco –  degli sforzi messi in atto fin dall’origine dell’epidemia da parte del personale sanitario locale ed internazionale. A pagare il prezzo più caro sono, soprattutto, i medici e gli infermieri africani: ne sono già deceduti 329 dall’inizio dell’epidemia, ma nonostante questo continuano il loro lavoro, spesso malpagato e senza le attrezzature necessarie.

Vi proponiamo la riflessione del dottor Italo Nessi di CUAMM – Medici con l’Africa.

Continua a leggere

Quando l’Europa si divideva su Mandela: eroe o terrorista?

Murales dedicato a Mandela (Milano) - realizzato da Ivan

Murales dedicato a Mandela (Milano) – realizzato da Ivan

Chissà se il premier britannico David Cameron si ricorda ancora di quel viaggio in Sudafrica. Era il 1989, l’anno del suo ventitreesimo compleanno, quando il futuro leader conservatore arrivò nel Paese che ancora non aveva abbandonato l’apartheid come componente di una “missione d’indagine”. A pagare la trasferta fu lo Strategy Network International, lobby che si batteva per rimuovere le sanzioni internazionali imposte contro il regime razzista.

Continua a leggere

Verso il 3 ottobre. Non solo commemorazioni, facciamo lo sforzo di capire le migrazioni

10306170_1413258038957087_4530780106339166567_n

Mancano pochi giorni al 3 ottobre primo anniversario della tragedia di Lampedusa che, con le sue 368 vittime, è divenuta il simbolo di tutte le morti del Mediterraneo (oltre 22 mila dal 2000 – dati IOM).

In varie parti d’Italia e d’Europa sono in programma iniziative di commemorazione per quella che è stata ribattezzata la “Prima giornata della Memoria e dell’Accoglienza”.

Da parte del “Comitato 3 Ottobre”, anima dell’ iniziativa, è arrivato l’invito a fare di questo giorno un’occasione di impegno, per andare oltre il semplice, seppur doveroso ricordo.

Anche noi di Africaeuropa vogliamo fare la nostra parte offrendo un contributo che sia soprattutto di riflessione su un tema troppo spesso banalizzato come quello delle migrazioni.

Continua a leggere

«L’Occidente non esporti nel mondo la sua crisi di valori». Dall’Africa può venire un aiuto, ma l’Europa sappia ascoltare

 

Cardinal_Robert_Sarah_President_of_the_Pontifical_Council_Cor_Unum_on_April_13_2012_2_CNA_Vatican_Catholic_News_4_13_12

“La cosa più grave è che si sta perdendo il senso di un rapporto vitale tra l’uomo e Dio e perdendo questo legame perdiamo il senso dell’uomo, della sua dignità, il valore stesso della vita”. Una crisi di valori e di fede che “l’Occidente con la sua potenza tecnologica, mediatica, militare, sta trasportando nel mondo intero”.

Risponde così ad africaeuropa il card. Robert Sarah quando gli si chiede quale sia la sfida più grande che attende il mondo moderno. Nato in Guinea Conakry nel 1945 il cardinal Sarah è dall’ottobre 2010 presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, istituito da Papa Paolo VI nel 1971 per essere strumento della carità del Papa. Tra i compiti di Cor Unum ci sono anche la gestione della Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel, istituita nel 1984 per la lotta contro la siccità e la desertificazione, e la Fondazione “Populorum Progressio”, creata nel 1992, al servizio delle popolazioni indigene, meticce, afroamericane e contadine povere d’America Latina e del Caribe.

Continua a leggere

Laporte (ECDPM) e l’Eu-Africa Summit/1: “La sfida più grande? Creare lavoro in Africa”

EU-Africa Summit

“Secondo alcuni studi demografici, entro il 2050, l’Africa avrà 2 miliardi di abitanti – l’Europa 500 milioni – e con la crescita della popolazione crescerà anche il bisogno di lavoro. Questa credo sia la sfida più grande che attende il continente, anche se spesso non viene menzionata tra le priorità”.

Continua a leggere