Archivi tag: Migranti

In Tunisia “le tombe della dignità” per ricordare
i morti del Mediterraneo

foto @MicheleLuppi

Sette tombe di vetro galleggiano nel mare di Tunisia, sull’altra sponda del Mediterraneo. L’artista Sadika Keskes le ha chiamate “Tombeaux de la Dignité” (tombe della dignità), un segno visibile tra le onde del Mare Nostrum “per ricordare tutte quelle persone che nel Mediterraneo hanno perso la vita e rimarranno per sempre senza nome, senza ricordo. Uomini, donne e, purtroppo, anche bambini”.
Per questo tra le tombe blu ne spicca una più piccola di vetro bianco a ricordare tutti i bambini che sono morti nel tentativo di raggiungere l’altra sponda del mare.

Secondo le statistiche dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati dall’inizio del 2017 si contano già 2.681 migranti morti o dispersi nel Mediterraneo. Erano 5.096 nel 2016, 3.771 l’anno precedente.

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Mediterraneo: crollano gli arrivi in Italia. Ma in Europa
si può davvero esultare?

A member of Libya’s coastguard points during a patrol east of Tripoli, Libya May 28, 2015. REUTERS/Ismail Zitouny

Non c’è che dire, i dati parlano chiaro: la strategia messa in atto dal governo italiano, con il sostegno dell’Unione europea, e portata avanti con determinazione dal ministro degli interni Marco Minniti sta dando i frutti desiderati: nel mese di agosto il numero di migranti soccorsi in mare e portati sulle coste italiane, per entrare poi nel sistema di accoglienza, è drasticamente diminuito.

Secondo i dati diffusi dal Ministero dell’interno le persone sbarcate dal 15 al 24 agosto sono state 511 a fronte delle 3850 dello stesso periodo del 2016. Continua a leggere

Dopo Francia e Germania, l’Italia pensa ad inviare truppe nel Sahel. Opportunità e criticità di una missione

“Il Ministero della Difesa smentisce le notizie relative all’invio di militari italiani in Niger. Si sottolinea che non vi è nessuna ipotesi operativa al riguardo. La simulazione e pianificazione di tali azioni rientra nella normale attività addestrativa degli Stati Maggiori e riguarda le principali aree di crisi”.

Con questa nota il Ministero della Difesa italiano ha smentito, nei giorni scorsi, le notizie diffuse dal quotidiano La Repubblica circa la messa a punto dell’Operazione militare italiana “Deserto Rosso” tesa a contrastare i flussi di immigrati illegali che dal Niger raggiungono la Libia. Continua a leggere

Summit di Malta: pronti a dare luce verde al “muro” Europeo

JOE KLAMAR/AFP

Quelli che ci attendono saranno giorni decisivi per il futuro delle politiche migratorie dell’Unione europea e, di conseguenza, per la sorte di migliaia di migranti già in viaggio verso l’Europa.

Venerdì 3 febbraio i capi di stato e di governo riuniti a Malta per un Consiglio europeo informale saranno chiamati a dare luce verde al nuovo piano per il blocco dei migranti lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Continua a leggere

L’Italia cresce in Africa.
Il vice ministro Mario Giro:
“Se non ora quando?”

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Quando si parla di relazioni tra l’Italia e il continente africano, Mario Giro, è da considerarsi più di una semplice persona informata sui fatti. Non solo perché dal 29 gennaio 2016 è vice ministro degli Esteri con delega alla Cooperazione Internazionale, ma perché da oltre due decenni intrattiene relazioni personali ed istituzionali (importante il suo ruolo di mediatore per la Comunità di S. Egidio) con leader politici e della società civile sulle due sponde del Mar Mediterraneo. Nei giorni scorsi ha affidato a Facebook questa nota.

15107264_10155570852328306_4731058450755897565_nA parte una certa retorica – presente più nell’immagine scelta che non nel testo (ho sempre un po’ di orticaria quando vedo usare la parola “salvare” associata all’Africa…) – crediamo sia un punto di vista interessante per capire il cambio di prospettiva e di coinvolgimento dell’Italia nei confronti del continente africano, come dimostra l’aumento costante degli investimenti diretti esteri e un approccio di cooperazione che punta alla creazione di di posti di lavoro. Per questo buona lettura!
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Il ministro Gentiloni in Niger, Mali e Senegal: l’impegno europeo per fermare i migranti

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Continua il viaggio dei leader europei nei Paesi al centro dei nuovi accordi di partenariato tra l’Unione europea e l’Africa con l’obiettivo di frenare il flusso di migranti diretti verso l’Europa. Il ministro degli esteri Paolo Gentiloni ha fatto tappa, il 10 e 11 novembre, in Niger, Mali e Senegal, insieme al sottosegretario agli Interni Manzione, e ai responsabili della Commissione Ue per gli accordi sull’immigrazione con l’Africa.

“L’obiettivo – ha spiegato Gentiloni sulla sua pagina fb – è sia di aiutare lo sviluppo di questi paesi per combattere le cause delle migrazioni, sia di collaborare per ridurre i flussi e sottrarli al controllo dei trafficanti”. Continua a leggere

«Come può l’Europa lasciarli lì?» Una lettera da Idomeni

Foto di Vincenzo Bruno

Foto di Vincenzo Bruno

«Come può l’Europa lasciarci qui?» Sono tornato da Idomeni da una settimana e questa domanda ancora mi tormenta. Alì non aveva la faccia arrabbiata mentre pronunciava queste parole; forse i suoi occhi, nascosti dalla visiera sgualcita di un cappello da baseball, tradivano rassegnazione, stanchezza, ma non certo risentimento.

“Per favore – ci ha confidato in un inglese pulito – raccontate ai vostri amici, alle vostre famiglie, quello che sta succedendo a tutti noi: da un mese viviamo qui senza una doccia, servizi igienici, nulla.Fatelo sapere al Papa che tanto si sta battendo per noi. Piuttosto che vivere così è meglio tornare e morire sotto una bomba”.

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Sempre più migranti “abbandonati” in Sicilia.
Il caso Agrigento

fuga-750x330Nel giorno in cui il CPSA (Centro di primo soccorso e assistenza) di Pozzallo diventava a tutti gli effetti il terzo Hotspot siciliano l’ennesima denuncia investiva il sistema di accoglienza dei richiedenti asilo in Italia. Ci troviamo nello specifico ad Agrigento dove tra il 14 e 15 gennaio decine di migranti – raggiunti da provvedimenti di respingimento differito -venivano abbandonati nei pressi della Stazione di Aragona Caldare.

“Si è ormai definita la prassi – scrive in una lettera Valerio Landri, direttore del Centro per la Carità dell’arcidiocesi di Agrigento  – di accompagnare i migranti (in arrivo a Porto Empedocle e destinatari di un provvedimento di respingimento differito) presso stazioni dei treni o dei bus perché adempiano volontariamente all’invito a ritornarsene in patria entro il termine di 7 giorni”. Continua a leggere

Dieci cose (più una)
che ho imparato al Summit
sulle migrazioni della Valletta

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Punto 1: A volte i giudizi su un evento sono più legati alle nostre aspettative che non alla realtà dei fatti. Davvero qualcuno pensava che l’Unione europea sarebbe arrivata a Malta proponendo i corridoi umanitari per i migranti africani? Ammesso che si riesca a dare una definizione concreta di cosa si intenda con il termine “corridoio umanitario”. Il mio non è cinismo è realismo. L’Europa sta andando, non da oggi, per un’altra strada ed è pura illusione pensare che si possa cambiare visione folgorati sulla via di Malta.

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«Il business dei trafficanti
si combatte con leggi comuni
non con le bombe»

maxresdefaultI trafficanti di essere umani non si combattono con le bombe ma con un sistema comune di leggi e di controlli. Per Andrea Di Nicola e Gianpaolo Musumeci, autori del libro Confessione di un trafficante di uomini (edito da Chiarelettere), la strada da percorrere per combattere il business dell’immigrazione verso l’Europa passa dall’armonizzazione delle normative comunitarie.

A pochi giorni dalla decisione del Consiglio dell’Unione europea che ha aperto la strada ad una missione militare europea nel Mediterraneo – per cui si aspetta il via libera dell’ONU – abbiamo chiesto a Di Nicola, professore di criminologia all’Università di Trento, di aiutarci a comprendere la realtà di queste organizzazioni.

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