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“Malati sarete voi”. Tra migranti e malattie a vincere è il razzismo. Ecco perché…

da www.emergency.it

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Pubblichiamo di seguito una riflessione di Mario Guidotti, primario di neurologia all’Ospedale Valduce di Como.

Uno degli argomenti che attualmente stimolano maggiormente l’emotività collettiva è quello dei contagi. Intendiamo contagi di malattie. Virus, batteri, insomma micro-organismi cattivi. Si tratta di un fenomeno storicamente ben noto, tra le paure più ancestrali e consolidate nelle popolazioni. Basta fare riferimenti di manzoniana memoria, o pensare alle terribili epidemie europee del ‘300, ai flagelli del colera, delle dissenterie.

Il panico è recentemente riemerso con l’epidemia da virus Ebola attualmente in corso in Africa occidentale ed ha raggiunto la pancia di molti nostri concittadini aizzati anche da una stampa in affanno, che pur di vendere una copia in più farebbe carte false (appunto, trattasi di carta stampata falsa) inculcando il dubbio che i disperati che attraversano il mare sui barconi siano portatori di terribili malattie infettive.

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Tornano gli “Imbarazzismi”: Leggere oltre i pregiudizi con Kossi Komla-Ebri

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"Imbarazzismi di Kossi Komla-Ebri. Edizioni SUI

La copertina di “Imbarazzismi”           di Kossi Komla-Ebri.                               Edizioni SUI

“Ogni nero che vive in Italia ha un proprio ricco repertorio di imbarazzismi. Questo fortunato neologismo, ideato da Kossi Komla-Ebri, sta a indicare situazioni che non rientrano nei casi di discriminazione crudele, violenta o quantomeno intenzionale, ma si tratta di episodi di razzismo di piccolo calibro, che avvengono senza che il loro autore se ne sia reso propriamente conto. L’imbarazzismo, come una gaffe sconveniente, crea disagio. Come un lapsus freudiano, svela giudizi e pregiudizi rimossi. Ma per quanto ciascuno di questi episodi non sia grave, gli imbarazzismi feriscono le loro vittime, perché sono quotidiani e perché illustrano una mentalità diffusa popolata di stereotipi. Come superarla? Il primo passo per sconfiggere i pregiudizi è quello di saperli riconoscere. Bisogna ammettere che ciascuno di noi ne ha diversi, quindi dobbiamo imparare a vederli e poi essere disposti a rivederli, ampliando le nostre conoscenze e mettendoli a confronto con la realtà dei fatti. Questa raccolta di aneddoti divertenti, amari e folgoranti ci aiuta a smascherare l’etnocentrismo e gli stereotipi con ironia, un’arma gentile ma efficace contro il razzismo latente”. Continua a leggere