Archivi tag: UE

Cara Europa se vuoi dialogare con l’Africa devi prima ascoltare (e fare autocritica)

“Dobbiamo iniziare a guardare all’Africa con occhiali africani”. Il presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani, ha utilizzato questa espressione mercoledì 22 novembre nell’emiciclo di Bruxelles introducendo la Conferenza per un nuovo parternariato con l’Africa organizzata ad una settimana esatta dall’Eu-Africa Summit di Abidjan.

Al suo fianco, oltre all’Alto commissario per la politica estera e di sicurezza, Federica Mogherini,  c’erano, tra gli altri, il presidente del Centrafrica Touadéra, il ministro degli esteri del Mali, Abdoulaye Diop, e il presidente del Parlamento Panafricano Roger Nkodo Dang. Grande assente il presidente della Commissione dell’Unione africana, Moussa Faki Mahamat, che ha incontrato Mogherini in mattinata per poi lasciare Bruxelles. Continua a leggere

Ue: aiuti allo sviluppo utilizzati per costruire “muri”. Le accuse di Global Health Advocates

In occasione della riunione dei ministri europei dello sviluppo in Estonia l’11 settembre, un nuovo rapporto della ONG Global Health Advocates dimostra come l’attuale strumentalizzazione degli aiuti allo sviluppo dell’Unione Europea per arrestare i flussi migratori rappresenti una strategia destinata a fallire.

“Gli aiuti allo sviluppo hanno l’obiettivo di finanziare programmi a lungo termine per sradicare la povertà,  in linea con le priorità di sviluppo dei paesi partner. Tuttavia – scrivono in un comunicato i promotori del rapporto -, il Fondo Finduciario d’Emergenza dell’UE per l’Africa, uno strumento piuttosto recente lanciato in modo affrettato dall’Unione Europea con un budget di quasi 3 miliardi di Euro in aiuti allo sviluppo, fa esattamente il contrario: privilegia soluzioni rapide a problematiche nazionali europee, senza un reale coinvolgimento dei governi locali e della società civile in Africa”.

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Mediterraneo: crollano gli arrivi in Italia. Ma in Europa
si può davvero esultare?

A member of Libya’s coastguard points during a patrol east of Tripoli, Libya May 28, 2015. REUTERS/Ismail Zitouny

Non c’è che dire, i dati parlano chiaro: la strategia messa in atto dal governo italiano, con il sostegno dell’Unione europea, e portata avanti con determinazione dal ministro degli interni Marco Minniti sta dando i frutti desiderati: nel mese di agosto il numero di migranti soccorsi in mare e portati sulle coste italiane, per entrare poi nel sistema di accoglienza, è drasticamente diminuito.

Secondo i dati diffusi dal Ministero dell’interno le persone sbarcate dal 15 al 24 agosto sono state 511 a fronte delle 3850 dello stesso periodo del 2016. Continua a leggere

Se Tallinn non chiama Addis. Quel filo interrotto tra
i leader dei due continenti

“Due continenti, un solo futuro”. E’ questa la scritta, o forse potrei dire il motto, che campeggia sotto la testata di questo blog fin dalla sua nascita, ormai tre anni fa.

Non è retorica, ma la convinzione – concreta – che la storia e il destino di Africa ed Europa siano intrinsecamente legati. Basta scorrere gli articoli pubblicati in questi anni (assolutamente non esaustivi della complessità di questa relazione) per rendersi conto di quanto sia vero. Continua a leggere

Nuova normativa europea
sui “conflict minerals”.
Le critiche della società civile: tiepida, tardiva e titubante

Dopo sei anni di negoziati, nel giro di pochi giorni, il Parlamento Europeo e il Consiglio Europeo hanno dato il via libera al nuovo regolamento per l’importazione nei Paesi dell’Unione di stagno, tungsteno, tantalio e oro provenienti da zone di conflitto. Le regole entreranno in vigore dal 1° gennaio 2021.

Si conclude così un vero e proprio braccio di ferro tra il Parlamento europeo, che voleva misure più restrittive prevedendo un sistema di controlli vincolante per l’intera filiera, e il Consiglio, favorevole invece alla volontarietà dei controlli da parte delle stesse imprese importatrici. Continua a leggere

Summit di Malta: pronti a dare luce verde al “muro” Europeo

JOE KLAMAR/AFP

Quelli che ci attendono saranno giorni decisivi per il futuro delle politiche migratorie dell’Unione europea e, di conseguenza, per la sorte di migliaia di migranti già in viaggio verso l’Europa.

Venerdì 3 febbraio i capi di stato e di governo riuniti a Malta per un Consiglio europeo informale saranno chiamati a dare luce verde al nuovo piano per il blocco dei migranti lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Continua a leggere

L’olio tunisino non deve far paura: se la Tunisia cresce l’Italia guadagna

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Si è parlato molto nei giorni scorsi della decisione dell’Unione europea di allargare la quota di olio di oliva tunisino che potrà essere importato – senza dazi – in Europa. Il Parlamento europeo ha dato luce verde alla proposta della Commissione che, fino alla fine del 2017, metterà a disposizione un contingente tariffario senza dazio unilaterale di 35 mila tonnellate all’anno di olio in aggiunta alle attuali 56.700. Continua a leggere

Minerali insanguinati:
a due mesi dal voto l’Europa
può fare marcia indietro

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Quale sarà il destino della normativa europea sui minerali provenienti dalle aree di conflitto? Ce lo chiediamo a due mesi di distanza dal voto del Parlamento europeo che, il 20 maggio scorso, ha approvato – in prima lettura – alcuni emendamenti alla risoluzione presentata dalla Commissione che introducono l’obbligo della “Due Diligence” (diligenza dovuta) per le 800.000 imprese dell’UE che utilizzano stagno, tungsteno, tantalio e oro nella fabbricazione di prodotti di consumo.

In pratica, se la risoluzione dovesse essere approvata anche dal Consiglio dell’Unione europea, diventando a tutti gli effetti legge dell’UE, le compagnie che utilizzano minerali provenienti da zone di conflitto saranno obbligate a dimostrare – ottenendo un’apposita certificazione – il rispetto della responsabilità nella propria catena di approvvigionamento secondo le linee guida dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).

Per saperne di più in vista del pronunciamento del Consiglio dell’Ue Africaeuropa ne ha parlato con Frédéric Triest, vice segretario esecutivo di EurAc, una rete di 41 ONG impegnate in Africa centrale.

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«Il business dei trafficanti
si combatte con leggi comuni
non con le bombe»

maxresdefaultI trafficanti di essere umani non si combattono con le bombe ma con un sistema comune di leggi e di controlli. Per Andrea Di Nicola e Gianpaolo Musumeci, autori del libro Confessione di un trafficante di uomini (edito da Chiarelettere), la strada da percorrere per combattere il business dell’immigrazione verso l’Europa passa dall’armonizzazione delle normative comunitarie.

A pochi giorni dalla decisione del Consiglio dell’Unione europea che ha aperto la strada ad una missione militare europea nel Mediterraneo – per cui si aspetta il via libera dell’ONU – abbiamo chiesto a Di Nicola, professore di criminologia all’Università di Trento, di aiutarci a comprendere la realtà di queste organizzazioni.

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Tragedie del Mediterraneo:
l’ingiusto scaricabarile
sull’impotente Unione europea

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Cercherò di essere breve, ma purtroppo stavolta non credo sarà possibile.
Almeno 800 migranti (secondo quanto dichiarato dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) sono morti tra il 18 e il 19 aprile; altri 200 il 20 aprile davanti alla costa orientale di Rodi. Altri erano morti in un altro naufragio circa un mese fa.

In queste ore i social network sono pieni di commenti – molti dei quali deliranti e che non meriterebbero nemmeno di essere considerati -, ma quello che mi fa pensare è altro: la maggior parte della gente ha postato una serie di commenti la cui sequenza è di questo tipo:

1) BASTA!!!

2) La nostra indifferenza è colpevole!

3) Cosa fa l’Unione Europea? Perché tace e cerca scuse?

Bene, per quanto mi è possibile, vorrei cercare di spiegarvi il punto 3).

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